Adempimenti Acque

Introduzione

(Coordinamento: Vincenzo Dragani. Testi: Francesco Petrucci)

 

Segnalazione ultime novità

 

— Il Dm 15 febbraio 2019 in vigore dal 22 marzo 2019 ha aggiornato i criteri per la determinazione del buono stato ambientale delle acque marine e definito i traguardi

— L'autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali non può essere sostituita da titoli equipollenti pertanto la sua mancanza è sempre illecita. Lo ha chiarito la Cassazione nella sentenza 15 marzo 2019, n. 11518.

— Slittano al 31 dicembre 2019 le modifiche all'allegato I del Dlgs 31/2001 come inserite dal Dm 14 novembre 2016 e relative al parametro chimico del Cromo VI  per la qualità delle acque potabili. Lo ha stabilito il Dm Salute 31 dicembre 2018.

— Se le acque meteoriche e da dilavamento sono contaminate da rifiuti industriali, sono qualificate come reflui industriali e lo scarico non autorizzato è reato. Lo ha ricordato la Cassazione nella sentenza 30 ottobre 2018, n. 49693.

 

 

Ai fini della tutela delle acque, sia superficiali sia sotterranee, le imprese sono chiamate a sottostare a precisi adempimenti sia quando scaricano acque reflue nei corpi idrici, sia quando prelevano le acque pubbliche per gli usi più diversi.

 

Nella presente Area Acque di Adempimenti ambientali l'impresa è guidata, cliccando sulle apposite voci nel menu di sinistra attraverso gli obblighi in materia, secondo uno schema piramidale che parte da macro aree (come "Scarichi" e "Prelievi") per arrivare a quelle di dettaglio.

 

I testi sono corredati di precisi riferimenti normativi che rimandano attraverso collegamenti ipertestuali ai provvedimenti dell'Osservatorio di normativa ambientale di Reteambiente e ad altri documenti del Network di Edizioni Ambiente.

 

Principi generali in materia

L'acqua – superficiale o sotterranea — è sia un bene biologico da proteggere come habitat per specie vegetali e animali, sia una risorsa da utilizzare per le attività umane.

 

Obiettivi del legislatore europeo (direttiva 2000/60/Ce) e italiano (Dlgs 152/2006, Parte III) sono quelli di prevenire e ridurre l'inquinamento delle acque introducendo rigorosi limiti alle emissioni nei corpi idrici, conseguire il miglioramento dello stato delle acque e fornire protezione a quelle destinate a specifici usi (potabile, balneazione, ad esempio), perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, con priorità per quelle potabili; mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonché la capacità di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate.

 

Il corpo normativo di riferimento è dato dal Dlgs 152/2006 e, per quel che riguarda i prelievi, dal Rd 1775/1933.

 

Per raggiungere tali obiettivi il Legislatore individua obiettivi di qualità ambientale anche in funzione della specifica destinazione dell'acqua, il rispetto dei valori limite agli scarichi fissati dallo Stato, nonché la definizione di valori limite in relazione agli obiettivi di qualità del corpo recettore; l'adeguamento dei sistemi di fognatura, collegamento e depurazione degli scarichi idrici, nell'ambito del servizio idrico integrato.

 

Gli obiettivi di qualità ambientale sono raggiunti e perseguiti attraverso il Piano nazionale di tutela delle acque e i connessi Piani regionali.

 

A livello autorizzatorio la tutela delle acque si attua sia imponendo le autorizzazioni obbligatorie per gli scarichi e il connesso rispetto dei limiti di emissione, sia attraverso le concessioni per tutti i prelievi dell'acqua (a vario titolo richieste). Oltre naturalmente ai divieti assoluti di scarico previsti dalle norme.

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Reteambiente.it - Testata registrata presso il Tribunale di Milano (20 settembre 2002 n. 494) - ISSN 2465-2598