Adempimenti Aria

Introduzione

(Coordinamento: Vincenzo Dragani. Testi: Francesco Petrucci)

 

Segnalazione ultime novità

 

— Dal 17 luglio 2018 sono in vigore le disposizioni del Dlgs 30 maggio 2018, n. 81 che recepisce la direttiva "Nec" 2016/2284/Ue che impone limiti più severi per determinati inquinanti atmosferici con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'aria.

— La Corte di Cassazione ha ricordato (ordinanza 5 aprile 2018, n. 15010) che le officine di riparazione di veicoli con verniciatura sono tenute a dare la comunicazione di inizio attività ai sensi dell'articolo 269, comma 6 del Dlgs 152/2006 pena l'incorrere nel reato previsto dall'articolo 279, comma 3 del Dlgs 152/2006.

 

 

La normativa a presidio della tutela della qualità dell'aria comporta per le imprese il rispetto di una serie di prescrizioni sia prima di avviare una attività produttiva sia durante il suo esercizio.

 

Nella presente Area Aria di Adempimenti ambientali l'impresa è guidata, cliccando sulle apposite voci nel menu di sinistra attraverso gli obblighi in materia, secondo uno schema piramidale che parte da macro aree (come "Autorizzazioni") per dividersi in sotto aree più di dettaglio.

 

I testi sono corredati di precisi riferimenti normativi che rimandano attraverso collegamenti ipertestuali ai provvedimenti dell'Osservatorio di normativa ambientale di Reteambiente e ad altri documenti del Network di Edizioni Ambiente.

 

Principi generali

Il complesso di norme a tutela della qualità dell'aria agisce su due fronti.

 

Da un lato le norme sono dirette a controllare le emissioni derivanti da attività inquinanti imponendo il rispetto dei limiti di emissione, l'obbligo di richiedere l'autorizzazione alle emissioni e i controlli e le ispezioni sulle attività produttive che producono emissioni nocive.

 

A queste si affianca la disciplina sugli impianti termici civili, con gli obblighi a carico dei titolari di tenere i libretti di impianto, far fare le ispezioni e i controlli periodici da parte di personale specializzato.

 

Dall'altro l'ordinamento individua gli obiettivi di qualità dell'aria, predisponendo il monitoraggio, fissando standard di qualità e metodi omogenei sul territorio nazionale per il rispetto. Questo si traduce, ad esempio, nei monitoraggi fatti dalle Arpa e nei provvedimenti comunali che vietano la circolazione di veicoli in determinati giorni, allo scopo di ridurre certi inquinanti nell'atmosfera del territorio comunale.

 

Il punto di riferimento nel primo caso è il Codice dell'ambiente (Dlgs 152/2006, Parte V) nonché il Dlgs 46/2014 che nel riscrivere la procedura di autorizzazione integrata ambientale ha allargato il "sistema Ippc" a nuove tipologie di impianti, dando disposizioni di controllo maggiormente stringenti e maggiore importanza alle Bat (Best Available Techniques — migliori tecniche disponibili), e ha anche modificato la Parte V, Dlgs 152/2006 sulle emissioni in atmosfera, con particolare riguardo ai grandi impianti di combustione.

Nel secondo caso il riferimento è il Dlgs 155/2010 sulla qualità dell'aria ambiente.

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