Pneumatici fuori uso (Pfu)

Pfu e "Codice ambientale"

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L'articolo 228 del "Codice ambientale"

 

A partire dal 29 aprile 2006, data di entrata in vigore dell'articolo 228 del Dlgs 3 aprile 2006, n. 152, i "pneumatici fuori uso" (Pfu) sono entrati ufficialmente a far parte delle "particolari categorie di rifiuti" in relazione alle quali il Legislatore ha ritenuto di dover dettare una disciplina specifica, integrativa delle norme comuni in materia di gestione dei rifiuti contenute nella Parte IV del "Codice ambientale".

 

Si presenta la versione attualmente vigente dell'articolo in questione (da ultimo modificata dalla legge 145/2018 entrata in vigore il 1° gennaio 2019).

Articolo 228

Pneumatici fuori uso

1. Fermo restando il disposto di cui al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, nonché il disposto di cui agli articoli 179 e 180 del presente decreto, al fine di garantire il perseguimento di finalità di tutela ambientale secondo le migliori tecniche disponibili, ottimizzando, anche tramite attività di ricerca, sviluppo e formazione, il recupero dei pneumatici fuori uso e per ridurne la formazione anche attraverso la ricostruzione è fatto obbligo ai produttori e importatori di pneumatici di provvedere, singolarmente o in forma associata e con periodicità almeno annuale, alla gestione di quantitativi di pneumatici fuori uso pari a quelli dai medesimi immessi sul mercato e destinati alla vendita sul territorio nazionale, provvedendo anche ad attività di ricerca, sviluppo e formazione finalizzata ad ottimizzare la gestione dei pneumatici fuori uso nel rispetto dell'articolo 177, comma 1. Ai fini di cui al presente comma, un quantitativo di pneumatici pari in peso a cento equivale ad un quantitativo di pneumatici fuori uso pari in peso a novantacinque.

2. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, da emanarsi nel termine di giorni centoventi dalla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto, sono disciplinati i tempi e le modalità attuative dell'obbligo di cui al comma 1. In tutte le fasi della commercializzazione dei pneumatici è indicato in fattura il contributo a carico degli utenti finali necessario, anche in relazione alle diverse tipologie di pneumatici, per far fronte agli oneri derivanti dall'obbligo di cui al comma 1. Detto contributo, parte integrante del corrispettivo di vendita, è assoggettato ad Iva ed è riportato nelle fatture in modo chiaro e distinto. Il produttore o l'importatore applicano il rispettivo contributo vigente alla data della immissione del pneumatico nel mercato nazionale del ricambio. Il contributo rimane invariato in tutte le successive fasi di commercializzazione del pneumatico con l'obbligo, per ciascun rivenditore, di indicare in modo chiaro e distinto in fattura il contributo pagato all'atto dell'acquisto dello stesso.

3. Il trasferimento all'eventuale struttura operativa associata, da parte dei produttori e importatori di pneumatici che ne fanno parte, delle somme corrispondenti al contributo per la gestione, calcolato sul quantitativo di pneumatici immessi sul mercato nell'anno precedente costituisce adempimento dell'obbligo di cui al comma 1 con esenzione del produttore o importatore da ogni relativa responsabilità.

3-bis. I produttori e gli importatori di pneumatici o le loro eventuali forme associate determinano annualmente l'ammontare del rispettivo contributo necessario per l'adempimento, nell'anno solare successivo, degli obblighi di cui al comma 1 e lo comunicano, entro il 31 ottobre di ogni anno, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare anche specificando gli oneri e le componenti di costo che giustificano l'ammontare del contributo. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, se necessario, richiede integrazioni e chiarimenti al fine di disporre della completezza delle informazioni da divulgare anche a mezzo del proprio portale informatico entro il 31 dicembre del rispettivo anno. È fatta salva la facoltà di procedere nell'anno solare in corso alla rideterminazione, da parte dei produttori e degli importatori di pneumatici o le rispettive forme associate, del contributo richiesto per l'anno solare in corso. I produttori e gli importatori di pneumatici o le loro eventuali forme associate devono utilizzare, nei due esercizi successivi, gli avanzi di gestione derivanti dal contributo ambientale per la gestione di pneumatici fuori uso, anche qualora siano stati fatti oggetto di specifico accordo di programma, protocollo d'intesa o accordo comunque denominato, ovvero per la riduzione del contributo ambientale.

4. I produttori e gli importatori di pneumatici inadempienti agli obblighi di cui al comma 1 sono assoggettati ad una sanzione amministrativa pecuniaria proporzionata alla gravità dell'inadempimento, comunque non superiore al doppio del contributo incassato per il periodo considerato.

 

Il sistema di gestione dei Pfu introdotto dal Legislatore è improntato alla cosiddetta  "responsabilità del produttore", in quanto obbliga  i produttori e gli importatori di pneumatici  (cioè i soggetti che immettono sul mercato il bene da cui si originerà il rifiuto) a provvedere, in maniera singola o associata, alla corretta gestione di un quantitativo di Pfu pari al quantitativo di pneumatici nuovi  (di qualunque marca) immessi sul mercato nell'anno precedente.

Il sistema viene finanziato attraverso un apposito contributo determinato dal MinAmbiente e pagato dagli utenti finali al momento dell'acquisto di nuovi pneumatici.

 

La "responsabilità del produttore" rappresenta un'applicazione particolare del principio  generale sancito dal Dlgs 152/2006, valido per tutte le categorie di rifiuti, della "responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell'utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti, nonché del principio chi inquina paga".

Nel caso dei Pfu il Legislatore ha deciso di responsabilizzare in maniera diretta i produttori e gli importatori di pneumatici, cioé i soggetti "a monte" nella filiera di produzione del rifiuto, ma rimangono naturalmente ben saldi tutti i compiti e le responsabilità che l'ordinamento stabilisce per tutti gli altri soggetti che fanno parte della filiera stessa.

 

In Europa esistono altri due modelli oramai consolidati di gestione dei Pfu, alternativi a quello della "responsabilità del produttore" che comunque rappresenta il sistema maggiormente utilizzato nell'Ue.

Si tratta del modello cosiddetto "libero mercato", nel quale il legislatore fissa le regole da rispettare e gli obiettivi da raggiungere senza tuttavia identificare un responsabile (applicato in Germania e nel Regno Unito).

Meno diffuso è il cosiddetto "sistema a tassazione", il quale prevede che la responsabilità della gestione è diretta dallo Stato che finanzia l'attività di recupero mediante una tassa di consumo.

 

 

 

Il Dm 11 aprile 2011, n. 82

 

Con quasi 5 anni di ritardo sui tempi dettati dal "Codice ambientale", l'8 giugno 2011 è stato finalmente pubblicato sulla Gu della Repubblica italiana il "Regolamento per la gestione degli pneumatici fuori uso" (decreto MinAmbiente 11 aprile 2011, n. 82) che in attuazione dell'articolo 228 del Dlgs 152/2006, detta  tempi e   modalità concrete di funzionamento del nuovo sistema di gestione.

 

La definizione ufficiale di "Pneumatico fuori uso (Pfu)" contenuta nel Dm 82/2011 è la seguente: "gli pneumatici, rimossi dal loro impiego a qualunque punto della loro vita, dei quali il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi e che non sono fatti oggetto di ricostruzione o di successivo riutilizzo".

 

Il provvedimento esclude poi dal proprio campo di applicazione  i pneumatici per bicicletta, le camere d'aria, relativi protettori (flap) e guarnizioni in gomma, nonché i pneumatici per aeroplani.

 

I pneumatici montati su veicoli sono invece oggetto di una disciplina specifica coordinata con il Dlgs 209/2003 sui veicoli fuori uso (si veda la pagina sulla demolizione dei veicoli).

 

L'Autorità compente viene individuata nella Direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche del MinAmbiente.

Presso tale autorità è poi stato  istituto il Tavolo permanente di Consultazione sulla gestione dei Pfu (decreti del 7 e del 23 marzo 2012).

 

 

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