Pneumatici fuori uso (Pfu)

Contributo ambientale Pfu

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Contributo ambientale Pfu

 

Il sistema per la gestione dei Pfu si finanzia attraverso un contributo posto a carico degli utenti finali, applicato a decorrere dal 7 settembre 2011, che dovrà essere indicato in modo chiaro e distinto sulla fattura in tutte le fasi della commercializzazione del pneumatico. Il soggetto che a partire da tale data acquisti dei pneumatici per il ricambio prodotti dalle aziende socie di Ecopneus dovrà quindi trovare nel documento fiscale di vendita la seguente dicitura: "contributo ambientale assolto ai sensi dell'articolo 228 del Dlgs 3 aprile 2006, n.152".

 

È bene chiarire sin da subito che la disciplina in materia di pneumatici fuori uso, ex Dlgs 152/2006 ed ex Dm 82/2011, prevede due differenti tipologie di contributi. Nella presente pagina viene approfondito il contributo applicabile agli pneumatici commercializzati sul "mercato del ricambio"; per l'analisi del contributo applicabile al momento dell'acquisto dei veicoli (cd. "mercato di primo equipaggiamento"), si rimanda invece alla pagina "Demolizione veicoli".

 

L'articolo 5 del Dm 82/2011, nella versione originale, stabiliva che il contributo deve essere determinato dal MinAmbiente entro il 30 novembre di ogni anno, con riferimento all'anno successivo, sulla base delle stime degli oneri che produttori e importatori devono comunicare entro il 30 settembre. Su richiesta degli stessi produttori/importatori il MinAmbiente può rideterminare il contributo anche nel corso dell'anno.

 

La situazione è però cambiata a seguito del Dl 5/2012 "Semplificazioni" (in vigore dal 10 febbraio 2012), che pur non modificando il Dm 82/2011 ha introdotto nel testo dell'articolo 228 del "Codice ambientale" il nuovo comma 3-bis, che affida direttamente ai produttori, agli importatori e alle eventuali forme associate il compito di determinare annualmente l'ammontare del contributo per l'esercizio successivo.

La determinazione (con la specificazione degli oneri e delle componenti di costo) deve essere inviata entro il 31 ottobre di ogni anno al MinAmbiente, che può chiedere le integrazioni necessari "al fine di disporre della completezza delle informazioni da divulgare anche a mezzo del proprio portale informatico entro il 31 dicembre del rispettivo anno".

Anche la facoltà di rideterminare l'importo del contributo in corso d'anno, conseguentemente, entra a far parte delle competenze degli stessi produttori/importatori.

 

Nell'estate del 2014 il Legislatore è poi nuovamente intervenuto sul tema, attraverso la legge 116/2014 (di conversione del Dl "Competitività") entrata in vigore il 21 agosto 2014, che mediante l'integrazione del comma 2 dell'articolo 228, stabilisce che:

1) il contributo forma parte integrante del corrispettivo di vendita, è assoggettato ad Iva e deve essere riportato nelle fatture in modo chiaro e distinto;

2) produttori e importatori devono applicare il rispettivo contributo vigente alla data della immissione del pneumatico nel mercato nazionale del ricambio, che poi rimane invariato in tutte le successive fasi di commercializzazione del pneumatico;

3) ciascun rivenditore "successivo" è obbligato a indicare in modo chiaro e distinto in fattura il contributo pagato all'atto dell'acquisto dello stesso.

 

 

Da ultimo, si segnala la novità introdotta dalla legge 145/2018 (legge di bilancio 2019), entrata in vigore il 1° gennaio 2019, che ha stabilito l'obbligo per i produttori e gli importatori di pneumatici (o le loro eventuali forme associate) di utilizzare, nei due esercizi successivi, gli avanzi di gestione derivanti dal contributo ambientale per la gestione di pneumatici fuori uso, anche qualora siano stati fatti oggetto di specifico accordo di programma, protocollo d'intesa o accordo comunque denominato, ovvero per la riduzione del contributo ambientale.

 

 

Nella tabella che segue riportiamo, in chiusura,  l'entità del contributo (da assoggettare ad Iva) applicato — a partire dal 1° gennaio 2018 — dalle aziende socie di Ecopneus, società consortile per azioni costituita dai sei  principali produttori di pneumatici operanti in Italia (Bridgestone, Continental, Goodyear Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli) proprio al fine di attuare quanto previsto dall'articolo 228 del "Codice ambientale".

 

 

Dal confronto con i contributi applicati dallo stesso consorzio nel 2011, in sede di prima attuazione del sistema, si evince la graduale riduzione degli stessi per tutte le categorie coinvolte:

 

 

 

Sulla pagina dedicata del sito MinAmbiente (www.minambiente.it) sono disponibili gli altri decreti di approvazione dei contributi da applicare ai pneumatici prodotti e importati dalle aziende che non rientrano nel circuito Ecopneus.

 

Il numero dei soggetti che si sono visti riconoscere i contributi dal MinAmbiente per il 2013 (6) è stato considerevolmente inferiore rispetto allo stesso dato per il 2012 (oltre 30 operatori).

Questo perché una buona parte dei soggetti riconosciuti nel primo anno di funzionamento del sistema erano strutture riferite alla categoria degli importatori (praticamente ogni gommista può essere un importatore, quando ordina i pneumatici a un produttore estero), impossibilitate ad entrare a far parte di strutture di maggiori dimensioni (Ecopneus) fino al completamento della loro integrazione nella proprietà della società consortile stessa.

Essendo stata la problematica in questione risolta alla fine del 2011, buona parte degli operatori in questione hanno deciso di entrare a far parte della struttura consortile.

 

 

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