Pneumatici fuori uso (Pfu)

Produttori e importatori: come funziona il sistema

pagina realizzata in collaborazione con:

 

 

 

Il sistema introdotto dal Legislatore nazionale per la gestione di pneumatici fuori uso (Pfu) sul territorio italiano è improntato sulla cd. "responsabilità del produttore/importatore" — in questo caso di pneumatici — in quanto obbliga tali soggetti a gestire ed avviare al recupero una quantità di Pfu equivalente alla quantità di pneumatici immessi nel cosidetto "mercato del ricambio" (il 25% alla fine del 2011, l'80% alla fine del 2012 e  infine, a partire dal 2013, il 100%).

L'articolo 228 del Dlgs 152/2006 (cosiddetto "Codice ambientale") stabilisce infatti che "è fatto obbligo ai produttori e importatori di pneumatici di provvedere, singolarmente o in forma associata e con periodicità almeno annuale, alla gestione di quantitativi di pneumatici fuori uso pari a quelli dai medesimi immessi sul mercato e destinati alla vendita sul territorio nazionale".

 

Questo obbligo a carico dei produttori è scattato formalmente dal 7 settembre 2011. Da quella data le aziende autorizzate dal Minambiente hanno cominciato – attraverso un sistema collettivo oppure agendo singolarmente – ad applicare un contributo ambientale su tutti i pneumatici messi in vendita. Tale contributo, versato dal compratore all’atto dell’acquisto del pneumatico ed evidenziato separatamente nella fattura di vendita, è finalizzato al finanziamento del sistema di recupero e riciclo previsto dalla legge (per l’entità del contributo si veda alla pagina "Pfu e Codice ambientale").

 

 

Si consideri che la corrispondenza tra il quantitativo totale di pneumatici immessi sul mercato e il quantitativo di Pfu da gestire nell'anno successivo non è assoluta: in virtù del minore peso del Pfu rispetto al pneumatico nuovo, stimato in media al 10%, il Dm 11 aprile 2011, n. 82 (cd. "Regolamento Pfu") stabilisce che una quantità di pneumatici nuovi pari in peso a cento equivale a una quantità di Pfu pari in peso a novanta (e quindi, ad esempio, se nel 2011 un produttore ha immesso sul mercato 100 tonnellate di pneumatici, nel 2012 ha dovuto dimostrare di aver raccolto e recuperato 90 tonnellate di Pfu).

 

La percentuale in questione è poi stata modificata dalla legge 145/2018 (legge di bilancio 2019) la quale ha stabilito che, a decorrere dal 1° gennaio 2019, una quantità di pneumatici nuovi pari in peso a cento equivale a una quantità di Pfu pari in peso a novantacinque.

 

Dalla quota di immissione obbligatoria posta a carico di ogni singolo operatore viene dedotta la quota di pertinenza dei pneumatici usati ceduti all'estero per riutilizzo, o delle carcasse cedute all'estero per ricostruzione, calcolata su base Istat e suddivisa tra i produttori/importatori in proporzione alle rispettive quote mercato.

 

Produttori e importatori devono "dare preferenza" ai Pfu generati nel mercato del ricambio successivamente al 9 giugno 2011, data di entrata in vigore del Dm 82/2011. Ciò significa che gli "stock storici" di Pfu, cioè tutti gli stoccaggi preesistenti all'entrata in vigore degli obblighi stabiliti dal nuovo Dm, potranno  essere raccolti e utilizzati "in seconda battuta", a copertura degli eventuali quantitativi mancanti.

 

 

 

Definizione di produttore e importatore

 

Il "Regolamento Pfu" stabilisce che per produttore o importatore di pneumatici si deve intendere "la persona fisica o giuridica che immette per la prima volta sul mercato pneumatici da impiegare come ricambio".

 

Gli importatori di pneumatici usati  sono ricompresi nella categoria, mentre non sono considerati "produttori/importatori" ai sensi del Dm 82/2011 i soggetti che immettono sul mercato pneumatici montati sui veicoli, o comunque pneumatici non destinati al ricambio.

 

 

 

Per evitare ambiguità sul termine “produttore” è bene tenere sempre presente la differenza tra:

a) "produttore del pneumatico",  cioè il soggetto che produce il pneumatico (inteso come prodotto) nuovo oppure lo importa nel nostro Paese per immetterlo nel mercato del ricambio. Questo soggetto, in base all'articolo 228 del "Codice ambientale" è tenuto a gestirue  un quantitativo di Pfu equivalente alla propria produzione/importazione di pneumatici;

b) "produttore del rifiuto", cioé il soggetto che con la propria attività genera il pneumatico fuori uso. Ai sensi della definizione stabilita dal Dlgs 152/2006, infatti, il "produttore di rifiuti" è "il soggetto la cui attività produce rifiuti e il soggetto al quale sia giuridicamente riferibile detta produzione (produttore iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti (nuovo produttore)". Questa qualifica in generale viene attribuita al gommista e comunque a tutti i soggetti che effettuano ricambi di pneumatici producendo Pfu, ed implica la responsabilità della corretta gestione del rifiuto alla luce della disciplina generale stabilita dalla Parte IV del Codice ambientale. Si suppone che proprio al fine di evitare possibili fraintendimenti, il Dm 82/2011 identifichi come "generatore degli Pfu" la "persona fisica o giuridica che genera Pfu nell'esercizio della sua attività imprenditoriale".

 

 

 

Singoli o associati?

 

I produttori e gli importatori possono scegliere se adempiere agli obblighi previsti dal nuovo sistema di gestione dei Pfu in forma singola o associata. In un caso e nell’altro gli obblighi a carico del produttore/importatore rimangono i medesimi, e l’applicazione del contributo è comunque vincolata all’autorizzazione da parte del Minambiente.

Se i produttori/importatori decidono di agire in forma associata, devono aderire ad una struttura operativa dotata di autonoma personalità giuridica, con natura consortile e scopo mutualistico. L’adesione prevede il trasferimento del contributo ambientale (incassato all’atto della vendita) alla struttura collettiva, la quale provvede, a nome e per conto dell’azienda associata, a tutte le attività di gestione previste dalla norma. In questo modo l’azienda associata adempie ai propri obblighi di gestione dei Pfu "con esenzione del produttore/importatore da ogni relativa responsabilità".

 

Va ricordato che le strutture operative associate sono tenute alla piena rendicontazione dei flussi di Pfu gestiti e che sono impegnate a destinare almeno il 30% dell'avanzo di amministrazione alla gestione degli "stock storici" di Pfu già esistenti al momento dell'entrata in vigore del Dm 82/2011.

 

 

 

La società Ecopneus

 

Ecopneus scpa è una società consortile per azioni, senza scopo di lucro, finalizzata al rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici fuori uso (Pfu). La società è stata creata dai sei principali produttori di pneumatici operanti in Italia (Bridgestone, Continental, Goodyear Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli), a seguito dell'entrata in vigore dell'articolo 228 del Dlgs 152/2006, e oggi rappresenta la quota nettamente maggioritaria dell'immesso al consumo nazionale.

 

La mission della società abbraccia tutti gli aspetti gestionali del sistema, e riguarda in particolare:

— identificare tutti i punti di generazione del Pfu (in primis gommisti e stazioni di servizio);

— ottimizzare la parte logistica del sistema;

— garantire il processo di raccolta per alimentare tutti gli operatori;

— promuovere nuovi impieghi dei Pfu;

— effettuare monitoraggio e rendicontazione.

 

Ecopneus (www.ecopneus.it) si rivolge a tutti gli operatori che fanno parte della filiera di produzione e ricambio dei Pfu,  nel rispetto delle condizioni specifiche previste per ciascuna delle categorie implicate (descritte nelle altre sezioni di quest’area).

 

 

 

Calendario

 

Entro il 31 maggio di ogni anno produttori e importatori devono:

  1. presentare la dichiarazione relativa alle quantità e alle tipologie di pneumatici immessi sul mercato nell'anno precedente;
  2. presentare la dichiarazione relativa alle quantità, le tipologie e le destinazioni dei Pfu provenienti dal mercato del ricambio gestiti nell'anno precedente;
  3. versare il conguaglio del contributo versato alle strutture operative associate.

 

Per quanto riguarda la determinazione del contributo, il Dm 82/2011 prevedeva che produttori e importatori dovessero presentare entro il 30 settembre di ogni anno la comunicazione della stima degli oneri relative alle componenti di costo del contributo, la cui concreta determinazione era rimessa al MinAmbiente.

Con l'entrata in vigore del Dl 5/2012 "Semplificazioni" e l'introduzione del nuovo comma 3-bis nell'articolo 228 del "Codice ambientale" (si veda la pagina "Pfu e Codice ambientale"), il compito di determinare l'ammontare del contributo — comunicandolo al MinAmbiente entro il 31 ottobre di ogni anno — è passato direttamente sulle spalle di produttori e  importatori.

A tal fine, il 18 ottobre 2013 il Dicastero ha pubblicato sul proprio sito internet il prospetto informatico (xls) da utilizzare per il calcolo del contributo e le “linee guida” di accompagnamento. Entrambi i documenti sono poi stati aggiornati nel 2014.

 

 

Sanzioni

 

L'articolo 228 del "Codice ambientale" stabilisce che nel caso di inadempienza dei produttori/importatori di pneumatici ai propri obblighi, agli stessa deve essere inflitta una "sanzione amministrativa pecuniaria proporzionata alla gravità dell'inadempimento, comunque non superiore al doppio del contributo incassato per il periodo considerato".

Le sanzioni in questione sono state poi definite nello specifico dal regolamento attuativo:

 

Mancato raggiungimento delle quantità minime di gestione Sanzione amministrativa pecuniaria pari al contributo percepito per i quantitativi di pneumatici non gestiti
Omissione degli adempimenti di comunicazione Sanzione amministrativa pecuniaria pari al 15% del contributo percepito per l'anno al quale si riferisce la violazione, per ognuna delle violazioni accertate

Adempimento tardivo degli obblighi di comunicazione Sanzione amministrativa pecuniaria pari al 5% del contributo percepito per l'anno al quale si riferisce la violazione, per ognuna delle violazioni accertate
Mancata gestione dei Pfu Sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio del contributo percepito per i quantitativi degli pneumatici non gestiti

 

 

Ove compatibili, rimangono applicabili le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

 

 

Annunci Google

Reteambiente.it - Testata registrata presso il Tribunale di Milano (20 settembre 2002 n. 494) - ISSN 2465-2598