a cura di Marco Casini
con la redazione normativa di Reteambiente
Novembre 2011
Il miglioramento della qualità ambientale nelle prestazioni da parte di un'organizzazione può essere conseguito sia attraverso una riduzione degli impatti sull'ambiente derivanti dallo svolgimento delle proprie attività, sia attraverso un miglioramento del ciclo di vita dei prodotti e dei servizi resi.
Il conseguimento del primo obiettivo comporta l'introduzione, all'interno del sistema di gestione complessivo dell'organizzazione, di uno specifico sistema di gestione ambientale finalizzato al controllo della conformità delle attività alla normativa ambientale e ad un miglioramento continuo delle prestazioni ambientali. Per l'introduzione di un tale sistema di gestione, un'organizzazione può fare riferimento allo standard internazionale proposto dalla norma Iso 14001 che definisce i requisiti di un sistema di gestione ambientale.
Il secondo obiettivo si persegue, invece, attraverso l'introduzione sistematica all'interno dell'attività di progettazione di ciascun prodotto o servizio, di considerazioni di carattere ambientale che tengano conto di tutti i possibili impatti derivanti dalle scelte effettuate relativamente all'intero ciclo di vita del prodotto o servizio stessi, "dalla culla alla tomba". Per il raggiungimento di tale secondo obiettivo, un'organizzazione può fare riferimento alle norme della serie Iso 14040 dedicate alla "analisi del ciclo di vita" dei prodotti, conosciuta a livello internazionale come Lca (Life cycle assessment).
Un sistema di gestione ambientale, quindi, ha ad oggetto l'intera attività dell'organizzazione ed ha come risultato principale il miglioramento di quella fase del ciclo di vita dei prodotti e dei servizi resi che si trova sotto la completa gestione e responsabilità dell'organizzazione.
L'obiettivo di migliorare la qualità ambientale dei prodotti, può riguardare, invece, anche solo una delle categorie dei prodotti forniti dall'organizzazione, e ha ad oggetto tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti stessi, comprese quelle che non si trovano sotto la completa responsabilità dell'organizzazione.
La certificazione della qualità ambientale, intesa come "procedura con cui una terza parte dà assicurazione scritta che un prodotto, processo o servizio è conforme a requisiti specificati", è un obiettivo tattico correlato a motivazioni sia di natura interna, come la verifica oggettiva del modo di operare, l'identificazione di non conformità e lo stimolo al miglioramento, sia di origine esterna come obblighi normativi, esigenze contrattuali, promozione dell'immagine, conquista della fiducia.
Dalla possibilità di attestare la qualità ambientale deriveranno all'organizzazione tutta una serie di vantaggi quali un miglioramento dell'immagine e dei rapporti con la collettività e le Pubbliche amministrazioni, una maggiore competitività sul mercato (appalti, clienti, green consumer), agevolazioni economiche e semplificazioni autorizzative ed amministrative. Un'organizzazione che desideri o si trovi nella necessità di dimostrare a terzi il proprio impegno ambientale può ricorrere alla certificazione del proprio sistema di gestione (certificazione ambientale di sistema) o dei propri prodotti (certificazione ambientale di prodotto).
La "certificazione ambientale di sistema" è finalizzata ad attestare che un'organizzazione ha introdotto e mantiene attivo un adeguato sistema di gestione per l'ambiente e che tale sistema risulta efficace nell'assicurare la conformità alle normative ambientali di riferimento e nel perseguire il miglioramento continuo delle prestazioni.
L'organizzazione in questo caso può scegliere se richiedere la certificazione del proprio sistema di gestione in conformità ai requisiti della norma Iso 14001, oppure se aderire al Sistema comunitario di ecogestione ed audit – Emas promosso dalla Comunità europea per la prima volta attraverso il regolamento Cee n. 1836/1993, successivamente sostituito dai regolamenti Ce n. 761/2001 (cd. Emas II) e n. 1221/2009/Ce (cd. Emas III), che prevede, oltre all'applicazione di un sistema di gestione ambientale secondo lo standard Iso 14001, l'elaborazione annuale di un documento per il pubblico, denominato "dichiarazione ambientale" contenente i dati sulle prestazioni ambientali dell'organizzazione.
La "certificazione ambientale di prodotto" ha come obiettivo quello di promuovere prodotti e servizi con minori impatti ambientali e fornire ai consumatori orientamenti ed informazioni accurate, non ingannevoli e scientificamente fondate, su tali prodotti.
Tale certificazione, evidenziata attraverso l'apposizione di una etichetta sul prodotto, attesta la conformità a requisiti, definiti criteri ecologici di prodotto, prestabiliti per l'intera categoria cui il prodotto appartiene. Un'organizzazione che voglia conseguire la certificazione ambientale dei propri prodotti può scegliere se ricorrere ad una delle tante etichette ecologiche nazionali esistenti in Europa e nel mondo (Blauer Engel, Nordic environmental label – White Swan, NF Environment, Aenor Medio Ambiente, ecc.) o se aderire al sistema comunitario di assegnazione di un marchio di qualità ecologica – Ecolabel, istituito dal Consiglio delle Comunità europee con il regolamento Cee n. 880 del 23 marzo 1992, e successivamente sostituito dai regolamenti Ce n. 1980/2000 (cd. Ecolabel II) e Ce n. 66/2010 (cd. Ecolabel III).
Accanto al marchio ecologico esiste, infine, un'altra interessante forma di certificazione ambientale di prodotto, la cosiddetta "Dichiarazione ambientale di prodotto" (Dap) o "Environmental product declaration" (Epd). La Epd è un documento che contiene informazioni oggettive, confrontabili e credibili, circa l'impatto ambientale di un prodotto e costituisce un importante strumento comunicativo rivolto sia ai consumatori (business-toconsumer), sia agli utilizzatori industriali e commerciali (business-to-business). La Epd è basata sulla valutazione del ciclo di vita del prodotto (Lca) ed è regolata interamente dalle norme Iso della serie 14040 e 14020 (in particolare, la Iso 14025:2006).

