Acqua, la Commissione Ue non spinge su privatizzazione
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I Commissari dell'ambiente e quello degli affari interni della Commissione europea hanno chiarito in una nota diffusa il 22 febbraio 2013 che non fa parte della politica della Commissione spingere gli Stati membri verso la privatizzazione dei servizi idrici.
La precisazione arriva in seguito a critiche apparse sulla stampa europea che facevano pensare a una posizione della Commissione "pro privatizzazione", in particolare dopo che la Commissione mercato interno e protezione dei consumatori del Parlamento Ue aveva approvato lo scorso 24 gennaio la proposta di direttiva presentata dalla Commissione il 20 dicembre 2011 e relativa agli appalti nei settori acqua, energia, trasporti e servizi postali che andrà a sostituire le "storiche" direttive 2004/17/Ce e 2004/18/Ce (recepite con Dlgs 163/2006).
La Commissione europea, pur considerando l'acqua quale bene pubblico vitale per i cittadini, ha ribadito di essere neutrale circa la proprietà pubblica o privata delle risorse idriche, lasciando agli Stati membri ogni decisione in merito alla gestione della risorsa. La proposta di direttiva (definita "direttiva utility") ha solo stabilito, nel caso in cui un'Autorità pubblica decida di fornire servizi attraverso un operatore economico privato, una serie di norme che renderanno più trasparente ed efficace la spesa di denaro pubblico consentendo alle Autorità pubbliche di fare la scelta migliore.
Coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi - Gpp - Stralcio
Coordinamento delle procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia e degli enti che forniscono servizi di trasporto - Stralcio
Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/Ce e 2004/18/Ce
Presentata dalla Commissione il 20 dicembre 2011
di Andrea Segrè e Luca Falasconi
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