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Roma, 30 marzo 2018 - 11:33

Gestire i rifiuti, il mondo del sottosopra dà il benvenuto all'economia circolare

Rifiuti (Commenti e Approfondimenti)

(Paola Ficco)

Presentiamo l'editoriale di Paola Ficco pubblicato sul numero 260 di aprile 2018 della Rivista Rifiuti — Bollettino di informazione normativa"

Stranger things è il titolo di una fortunata serie televisiva di Netflix dove alcuni alieni trascinano la luce e le persone del mondo reale in quello del sottosopra, identico nella forma al primo, ma dominato dal buio, dalla paura e dalla morte.

Cose strane.

Nel mondo del sottosopra tutto sembra uguale ma tutto è diverso perché gli alieni ne consumano il soffio vitale. Nel loro vagare al buio, ai protagonisti sembra di riconoscere il proprio ambiente, ma è solo il miraggio che li spinge verso la fine.

Stranger things potrebbe essere il titolo delle vicende che segnano la gestione dei rifiuti italiana, dove in un costante sottosopra sembra che tutto possa farsi all'insegna della nuova frontiera della circular economy, invece, non è vero.

Ci sono sempre qualche lettura e qualche veto incrociato che inibiscono ogni possibilità di farcela. Allo spiraglio, all'ipotesi di fattibilità, alla tecnologia innovativa, corrisponde sempre qualche visione oscura che vanifica progetti, investimenti e futuro. Dietro l'ideologizzazione della gestione rifiuti, le varie ricette di ciascuno, inevitabilmente, confluiscono della debolezza del "non fare per non sbagliare".

Parlare di rifiuti e di Codice penale è ormai un tutt'uno. Se era giusto, però, lo si saprà solo dopo anni, quando ormai l'azienda sarà solo un ricordo di un tessuto territoriale depredato dal sospetto. Un sottosopra di paura che sfinisce pazienza, prosciuga denaro e avvilisce lavoro.

Nel mondo del sottosopra della produzione e della gestione dei rifiuti, l'impresa ormai non ha alcuna possibilità di salvezza, perché è colpevole per il suo solo esistere e va punita. In un paese dove non c'è quasi più possibilità di curarsi nelle strutture pubbliche delle regioni che funzionano (es. Lombardia) e che soffoca nei veleni del traffico veicolare e delle caldaie cittadine, l'impresa è vista come un materiale radioattivo, rispetto al quale non si cerca tanto la colpa quanto l'audience. Il tutto condito dalla compiaciuta autocelebrazione del "giusto" che, con la smorfia di chi la sa sempre più lunga, ha la pretesa (sulla strada lastricata dei suoi errori) di insegnare agli altri come si fa.

Non è ancora esattamente chiaro come classificare i rifiuti; quindi, in presenza di un codice specchio, per non precipitare nel mondo del sottosopra occorre sperare di incontrare un proprio simile, non più solo tecnico ma anche — e soprattutto — ideologico. Diversamente… stranger things!

Tra le notizie del mondo del sottosopra, il titolo principale compete di diritto alla sentenza del Consiglio di Stato del 28 febbraio 2018 sull'End of Waste. In un sistema surreale dove si attende, con convegni dedicati e pazienza epifanica, la nuova direttiva sull'economia circolare, Palazzo Spada giuridicamente sostiene la impossibilità per le Regioni di concedere l'End of Waste poiché (a suo dire) non destinatarie del potere-dovere di individuare le caratteristiche dei materiali in uscita dal riciclo. Il Tar Veneto, giuridicamente, aveva sostenuto l'esatto contrario. Stranger things! È vero che la sentenza fa stato solo tra le parti, però rende profonda testimonianza del disordine che domina, in modo ormai inarginabile, questo settore in questo paese.

Il Ministero dell'ambiente ripercorre i suoi passi e assicura che nel disegno di legge europea 2018, proporrà la modifica della vigente esclusione dalla disciplina sui rifiuti degli "sfalci e potature" non agricoli, così ampliata in totale dispregio del testo comunitario. Dall'arbitraria modifica che ha già dato l'avvio a una solenne procedura d'infrazione (EU Pilot 9180/17/ENVI), sono intanto passati tre anni. Stranger things!

Le attività in corso continuano, sempre sul punto di tracimare perché coinvolte in qualcosa che va oltre il tempo necessario per imparare dagli errori propri e degli altri. Nella gestione dei rifiuti la sapienza è come il Messia di Kafka, non arriva l'ultimo giorno ma solo quello dopo, quando non c'è più bisogno.

Stranger things!

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