print

Gestore del ciclo idrico integrato. Tra i Cer autorizzati dalla Provincia con Aia, 200304 e 200306 sono quelli che in massima parte vengono conferiti all’impianto.

In base al nuovo articolo 230, comma 5, Dlgs 152/2006 si chiede:1) il trasportatore che svolge la pulizia manutentiva e conferisce a destino il Cer 200306 deve, dal 25 dicembre 2010, essere indicato sul formulario come produttore?

2) Il trasportatore deve figurare sia come produttore al punto 1 del formulario (indicando ragione sociale e indirizzo della ditta di autospurgo e relativo codice fiscale) sia come trasportatore al punto 2 del formulario?

3) Il vero produttore del Cer 200306 va indicato sulle annotazioni? Se sì con quali estremi?

4) Il nome e l’indirizzo del proprietario dell’immobile oggetto della pulizia manutentiva, Cer 200306, deve essere riportato da qualche parte nel formulario? Quali dati? Eventualmente quali di questi dati dovranno figurare sul registro carico/scarico rifiuti dell’impianto di trattamento/smaltimento nello spazio relativo alle annotazioni?

5) Se il trasportatore (in questa fase transitoria ante Sistri) vuole conferire il Cer 200306 secondo la precedente normativa (dove risultava solo come trasportatore) può essere accettato dall’impianto di destino o il carico deve essere respinto?

6) Il Cer 200304 (fosse settiche) deve essere accompagnato dal formulario compilato secondo le precedenti modalità poiché non compare esplicitamente la fossa settica nel comma 5 dell’articolo 230?

 

Risponde Paola Ficco

 

Il quesito, in termini di vastità, non rispetta i requisiti della Rubrica. Tuttavia, la tematica è molto importante e riguarda una vastissima platea di operatori; pertanto, si ritiene opportuno fornire risposta a tutte le domande inviate al fine di fare chiarezza su una questione ormai chiara e che (inspiegabilmente) appare di difficile comprensione. Nella risposta si replicheranno alcuni passi della risposta al quesito n: 519 in questa Rivista n. 3/2011, pag. 49.

L’articolo 230, comma 5, Dlgs 152/2006 (come sostituito dal recente Dlgs 205/2010) stabilisce che “I rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie di qualsiasi tipologia, sia pubbliche che asservite ad edifici privati, si considerano prodotti dal soggetto che svolge l’attività di pulizia manutentiva.

Tali rifiuti potranno essere conferiti direttamente ad impianti di smaltimento o recupero o, in alternativa, raggruppati temporaneamente presso la sede o unità locale del soggetto che svolge l’attività di pulizia manutentiva.

I soggetti che svolgono attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie aderiscono al Sistri ai sensi dell’articolo dell’art. 188ter comma 1, lettera f).

Il soggetto che svolge l’attività di pulizia manutentiva è comunque tenuto all’iscrizione all’Albo dei Gestori ambientali, prevista dall’ articolo 212 comma 5, per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti.”.

Come è evidente, l’ articolo è riferito alle “reti fognarie” le quali sono definite dall’articolo 74, comma 1, lettera dd), Dlgs 152 medesimo come “un sistema di condotte per la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane”. Pertanto, ogni interpretazione avulsa dal dato normativo è priva non solo di fondamento ma anche (e soprattutto) di senso.

La fossa imhoff non è, pertanto, una rete fognaria nel senso chiarito dalla norma citata.

Non è un caso che il Legislatore si esprima in termini “pulizia manutentiva” e non di “manutenzione”. Non sono la stessa cosa.

Tutto questo significa che:

1) per quanto riguarda i rifiuti da pulizia manutentiva reti fognarie pubbliche, l’azienda che la effettua e che, quindi, trasporta i relativi rifiuti è “considerata” dalla norma produttore del rifiuto; tuttavia, non a caso il Legislatore (come nell’articolo 266, comma 4) usa una “fictio juris”: cioè fa finta che l’azienda sia il produttore (per poterle consentire il deposito temporaneo e senza autorizzazione presso la sua sede); tuttavia, poi la obbliga ad iscriversi all’Albo gestori ai sensi dell’articolo 212, comma 5 (cioè, iscrizione ordinaria) come “conto terzista”, proprio perché il produttore del rifiuto non è l’azienda. Inoltre, essa dovrà iscriversi al Sistri nella categoria dei trasportatori. Cioè nella categoria che le compete nella realtà. Questo è il motivo per il quale, nel caso di specie, occorre iscriversi al Sistri come trasportatori. Fino a quando il Sistri non sarà definitivamente operativo, pertanto, il trasportatore che ha effettuato la pulizia manutentiva della rete fognaria e che trasporta il relativo rifiuto (Cer 200306) all’impianto di destinazione dovrà essere sempre indicato nel formulario come “produttore”, proprio in ragione della cennata “finzione”. Una finzione resa necessaria proprio dal fatto che il rifiuto di cui al Cer 200306 è un rifiuto urbano e come tale non è prodotto nella realtà dal soggetto che effettua la pulizia manutentiva della rete fognaria. La finzione giuridica tende solo ad agevolare la procedura perché il produttore del rifiuto (nella realtà) non può essere lo spurghista. Tuttavia, l’Ordinamento finge che sia costui;

2) in ragione di quanto precede, il soggetto che effettua la pulizia manutentiva della rete fognaria dovrà sempre essere indicato nel formulario come “produttore” e, se trasporta all’impianto di destino, anche come “trasportatore”;

3) il vero produttore del rifiuto non deve essere indicato nelle annotazioni; la cennata “fictio juris” e il suo conseguente valore giuridico affrancano dagli oneri qualsiasi altro soggetto;

4) lo stesso dicasi per il proprietario o del soggetto avente un diritto reale sull’immobile;

5) la precedente normativa non è più in vigore dal 25 dicembre 2010 e non può e non deve essere osservata. Pertanto, a rigore, l’impianto deve respingere il carico poiché si trova in presenza di un formulario non correttamente compilato;

6) per quanto riguarda i rifiuti da fosse imhoff, la situazione (in termini di realtà e riferibilità soggettiva) è analoga, ma non esiste alcuna “fictio juris”. L’azienda non è produttore dei rifiuti, ma solo raccoglitore/trasportatore; pertanto, non potrà mettere i rifiuti in deposito temporaneo presso di sé, ma dovrà portarli direttamente agli impianti finali. Se li terrà presso di sé, lo stoccaggio dovrà essere autorizzato poiché si tratta di rifiuti prodotti da terzi. Infatti, il rifiuto giacente nella fossa imhoff deriva dall’attività metabolica del titolare della fossa medesima e non dello spurghista.

Anche in questo caso, dunque, lo spurghista deve iscriversi all’Albo gestori ai sensi dell’articolo 212, comma 5 (conto terzi) e al Sistri nella categoria dei trasportatori e non in quella dei produttori.

Il formulario vedrà come produttore il titolare della fossa settica e come trasportatore lo spurghista.

La legge è stata sempre molto chiara e oggi lo è ancora di più. Derogare al dato legislativo non è possibile.

 

(tratto da "Rifiuti — Bollettino di informazione normativa" n. 183 — 04/11)