Territorio

Giurisprudenza (Normativa regionale)

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Sentenza Tar Liguria 30 ottobre 2013, n. 1262

Territorio - Beni paesaggistici - Interventi edilizi - Autorizzazione paesaggistica (Dlgs 42/2004) - Annullamento parere negativo Soprintendenza - Effetti - Nuovo esercizio del potere - Necessità

Parole chiave Parole chiave: Territorio | Territorio | Autorizzazioni | Beni culturali e paesaggistici | Edilizia | Autorizzazioni | Edilizia | Beni culturali e paesaggistici

Tar Liguria

Sentenza 30 ottobre 2013, n. 1262

 

Repubblica italiana

In nome del popolo italiano

 

Il Tribunale amministrativo regionale per la Liguria

(Sezione Prima)

 

ha pronunciato la presente

 

Sentenza

 

sul ricorso numero di registro generale 673 del 2012, proposto da:

(omissis) e (omissis), rappresentate e difese dall'avvocato (omissis);

 

contro

Comune di Cogorno, rappresentato e difeso dall'avvocato (omissis);

 

nei confronti di

(omissis), rappresentata e difesa dall'avvocato (omissis);

(omissis), non costituita in giudizio;

 

per l'annullamento

di permesso di costruire in sanatoria.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Cogorno e di (omissis);

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 10 ottobre 2013 il dott. (omissis) e uditi per le parti i difensori, come specificato nel verbale di udienza;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

Fatto e diritto

Con ricorso notificato in data 13 luglio 2012 le signore (omissis) e (omissis), proprietarie di immobili antistanti l'area di intervento, hanno impugnano il permesso di costruire 21 dicembre 2010, prot. 11807, rilasciato dal Comune di Cogorno alle controinteressate signore (omissis) e (omissis) per la ristrutturazione edilizia con ampliamento di un fabbricato abitativo di loro proprietà, nonché tutti gli atti connessi al medesimo procedimento e, segnatamente, l'autorizzazione paesaggistica 30 giugno 2009 ed il permesso di costruire in sanatoria 8 maggio 2012 prot. 3685.

A sostegno del gravame hanno dedotto una serie di censure, rubricate come segue.

A. Con riguardo al permesso di costruire originario 21 dicembre 2010.

1. Violazione e falsa applicazione dell'articolo 9 e dell'articolo 12.2. N.a. del Prg di Cogorno. Violazione dell'articolo 9 Dm 2 aprile 1968. Violazione dell'articolo 18 legge 765/1967 e s.m.i..

B. Con riguardo al permesso di costruire in sanatoria 8 maggio 2012.

1. Violazione dell'articolo 12 Dpr n. 380/2001 e dell'articolo 146 del Dlgs n. 42/2004. Difetto di presupposto.

2. In subordine. Violazione dell'articolo 146 del Dlgs n. 42/2004. Difetto di parere vincolante della Soprintendenza ligure (e della necessaria procedura per l'eventuale superamento dell'inerzia della Soprintendenza).

3. Violazione e falsa applicazione degli articoli 9 e 12.12. N.a. del Prg di Cogorno.

Si è costituito in giudizio il Comune di Cogorno, preliminarmente eccependo l'irricevibilità del ricorso per tardività e la sua inammissibilità per carenza di interesse, nel merito controdeducendo sulle singole censure.

Si è costituita in giudizio anche la controinteressata (omissis), con memoria di stile.

Con ordinanza 24 agosto 2012, n. 284 la Sezione ha accolto la domanda incidentale di sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti impugnati.

Previo scambio delle memorie conclusionali e di replica, alla pubblica udienza del 10 ottobre 2013 il ricorso è stato trattenuto dal collegio per la decisione.

Con riferimento all'impugnazione dell'originario permesso di costruire 21 dicembre 2010, prot. 11807, il ricorso dev'essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse.

A seguito del crollo dell'edificio oggetto di ristrutturazione e della presentazione, in data 16 dicembre 2011, di un'istanza di permesso di costruire parzialmente in sanatoria (ed a prescindere dalla sovrapponibilità o meno del progetto a quello originario), l'attività edilizia delle controinteressate asseritamente lesiva delle posizioni giuridiche delle ricorrenti trova titolo unicamente nel permesso di costruire 8 maggio 2012, prot. 3685, sul quale dunque si concentra l'interesse al ricorso.

Del resto, la presentazione al Comune di una nuova ed ulteriore istanza edilizia, qualora seguita dal rilascio del relativo provvedimento edilizio favorevole, comporta la rinuncia al precedente progetto già assentito: progetto – peraltro — nel caso di specie neppure più oggettivamente realizzabile, in virtù del venir meno del suo oggetto (il crollo di strutture che, in base al permesso di costruire originario, avrebbero invece dovuto essere conservate — cfr. doc. 5 delle produzioni 30 luglio 2012 di parte ricorrente).

Rispetto al permesso di costruire in sanatoria, le parti resistenti non hanno fornito la prova che le ricorrenti ne avessero piena conoscenza in data anteriore ai sessanta giorni dalla notificazione del ricorso, sicché può senz'altro procedersi all'esame del ricorso nel merito.

Il ricorso è fondato, sotto l'assorbente profilo dedotto con il motivo B1, con il quale si lamenta che il permesso di costruire in sanatoria 8 maggio 2012 non sia stato preceduto dalla necessaria autorizzazione paesaggistica.

Ai sensi dell'articolo 146 Dlgs n. 42/2004, l'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire, e su di essa si pronuncia la regione, o l'ente da questa delegato, "dopo avere acquisito il parere vincolante del soprintendente in relazione agli interventi da eseguirsi su immobili ed aree sottoposti a tutela dalla legge o in base alla legge".

Nel caso di specie, con il provvedimento impugnato il comune ha ritenuto che, con l'annullamento in sede giurisdizionale del parere negativo della Soprintendenza emesso in data 16 febbraio 2012 (cfr. la sentenza del Tar Liguria, I, 3 maggio 2012, n. 622 — doc. 4 delle produzioni comunali 20 agosto 2012), si fosse consumato per scadenza dei termini il relativo potere consultivo.

Al contrario, all'annullamento del parere negativo espresso sulla richiesta di rilascio dell'autorizzazione paesaggistica per un intervento edilizio consegue il riesercizio del potere da parte della Soprintendenza, non potendo lo stesso, che si estrinseca in un parere di carattere vincolante — da assimilarsi pertanto ad un potere di amministrazione attiva, di cogestione dei valori paesistici — considerarsi esauribile, al contrario del preesistente sindacato di annullamento (così Tar Campania-Napoli, VII, 11 ottobre 2012, n. 4073; id. 6 settembre 2012, n. 3768).

Dunque, a seguito dell'annullamento in sede giurisdizionale del precedente parere negativo, il progetto avrebbe dovuto essere nuovamente sottoposto all'esame della Soprintendenza per l'espressione del parere obbligatorio e vincolante, da rendersi nel termine di legge (quarantacinque giorni) decorrente dalla conoscenza del giudicato di annullamento (Consiglio di Stato, VI, 4 settembre 2007, n. 4632, resa con riferimento al termine perentorio di sessanta giorni di cui all'articolo 159 comma 3 del codice dei beni culturali e del paesaggio, allora previsto per l'esercizio del diverso potere di annullamento dell'autorizzazione paesaggistica), salva la sollecitazione dei rimedi surrogatori e sostitutivi di cui all'articolo 146 comma 9 del Dlgs n. 42/2004 per il caso di inutile decorso del termine.

Resta soltanto da dire che, diversamente da quanto ritenuto dal comune, la sentenza Tar Liguria, I, 3 maggio 2012, n. 622 non si è affatto pronunciata sulla positiva rispondenza dell'intervento di ricostruzione ai valori paesistici preesistenti, avendo annullato il parere negativo della Soprintendenza per difetto di adeguata motivazione.

Stante la mancanza della presupposta autorizzazione paesaggistica e — ancor prima — del necessario parere vincolante della Soprintendenza, il permesso di costruire in sanatoria 8 maggio 2012 prot. 3685 dev'essere dunque annullato.

Le spese seguono come di regola la soccombenza, e sono liquidate in dispositivo.

 

PQM

 

Il Tribunale amministrativo regionale per la Liguria (Sezione Prima)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,

In parte dichiara inammissibile il ricorso ed in parte lo accoglie e, per l'effetto, annulla il permesso di costruire in sanatoria 8 maggio 2012 prot. 3685.

Condanna il Comune di Cogorno e le controinteressate (omissis) e (omissis) al pagamento in favore dei ricorrenti delle spese di giudizio, che liquida in complessivi € 4.000,00 (quattromila), oltre Iva e C.p.a., oltre al rimborso del contributo unificato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso in Genova nella camera di consiglio del giorno 10 ottobre 2013 con l'intervento dei Magistrati:

(omissis)

 

Depositata in segreteria il 30 ottobre 2013.

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