Rifiuti

Normativa Vigente

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NOTA REDAZIONALE SUL "REGIME TRANSITORIO SISTRI": la sostituzione degli articoli 188, 189, 190 e 193 del Dlgs 152/2006 e l'inserimento dei nuovi articoli 188-bis e 188-ter, previsti dall'articolo 16 del Dlgs 3 dicembre 2010, n. 205 (poi integrato dal Dlgs 121/2011 e dalla legge 125/2013), sono da considerarsi tecnicamente in vigore dal 31 ottobre 2013, ossia dal giorno di inizio dell'efficacia della legge di conversione del Dl 101/2013 (legge 125/2013).

 

Tuttavia, in base all'articolo 11 del Dl 101/2013 (come da ultimo modificato dall'articolo 12, comma 1, Dl 30 dicembre 2016, n. 244), fino al subentro del nuovo gestore del Sistri e comunque non oltre il 31 dicembre 2017 continuano ad applicarsi gli articoli 188, 189, 190 e 193 del Dlgs 152/2006 "nel testo previgente alle modifiche apportate dal decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, nonché le relative sanzioni".

NOTA REDAZIONALE SULLA NUOVA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI

A decorrere dal 1° giugno 2015 in ciascuno degli Stati membri è obbligatoria l'applicazione, in tutti i loro elementi, sia della decisione 2014/955/Ue che modifica la decisione 2000/532/Ce e introduce il nuovo Elenco europeo dei rifiuti (Eer) sia del regolamento (Ue) 1357/2014 che sostituisce l'allegato III alla direttiva 2008/98/Ce e che rinnova le regole per l'attribuzione delle caratteristiche di pericolo ai rifiuti (HP - hazardous property).

La natura "self executing" di tali atti Ue rende automaticamente inapplicabili, anche in assenza di un intervento del Legislatore interno, i precedenti contenuti degli allegati "D" ("Elenco europeo dei rifiuti") ed "I" ("Caratteristiche di pericolo per i rifiuti") alla Parte quarta del Dlgs 152/2006 in contrasto con le nuove norme comunitarie.

Il Legislatore nazionale è nel corso del tempo intervenuto in materia sia con atti interpretativi che normativi di cui qui di seguito si rende atto.

In relazione al citato allegato"D" del Dlgs 152/2006, si segnala in particolare che:

A) la nota interpretativa Ministero Ambiente 28 settembre 2015 n. 0011845, ha chiarito che nell'ambito di tale allegato D, Parte quarta, Dlgs 152/2006 mantengono efficacia i punti 6 e 7 della "Introduzione", poiché costituenti recepimento di disposizioni (ad oggi ancora vigenti, poiché non modificate dalle ultime citate norme Ue) recate dall'articolo 7, commi 2 e 3, direttiva 2008/98/Ce.

In relazione a quanto affermato dalla predetta nota, il Curatore della presente edizione della Parte quarta, Dlgs 152/2006 ha ritenuto ratione temporis che mantenessero efficacia anche i punti 1 e 7 del paragrafo sulla classificazione dei rifiuti (introdotto dall'articolo 13, comma 5, lettera b-bis, Dl 91/2014, convertito con modificazioni dalla legge 116/2014), poiché non in contrasto con la disciplina comunitaria di cui alla Decisione 955/2014/Ue e regolamento (Ue) 1357/2014;

B) successivamente, l'articolo 9 del Dl 91/2017 (cd. "Mezzogiorno"), entrato in vigore il 21 giugno 2017, ha sostituito i numeri da 1 a 7 della parte premessa all'introduzione con la seguente unica disposizione: "1. La classificazione dei rifiuti è effettuata dal produttore assegnando ad essi il competente codice Cer ed applicando le disposizioni contenute nella decisione 2014/955/Ue e nel regolamento (Ue) n. 1357/2014 della Commissione, del 18 dicembre 2014.".

La legge 3 agosto 2017, n. 123 di conversione del Dl 91/2017, in vigore dal 13 agosto 2017 ha modificato la disposizione di cui sopra nel modo seguente: "1. La classificazione dei rifiuti è effettuata dal produttore assegnando ad essi il competente codice Cer ed applicando le disposizioni contenute nella decisione 2014/955/Ue e nel regolamento (Ue) n. 1357/2014 della Commissione, del 18 dicembre 2014, nonchè nel regolamento (Ue) 2017/997 del Consiglio, dell'8 giugno 2017.".

In relazione al citato Allegato"I" si evidenzia invece quanto segue:

C) l'articolo 7, comma 9-ter, Dl 78/2015 (legge di conversione 125/2015) ha stabilito che "per l'idonea classificazione dei rifiuti, nelle more dell'adozione, da parte della Commissione europea, di specifici criteri per l'attribuzione ai rifiuti della caratteristica di pericolo HP 14 "ecotossico", tale caratteristica viene attribuita secondo le modalità "Adr per la classe 9 — M6 e M7". La citata nota MinAmbiente 0011845/2015 (errata corrige di analogo atto 0011719/2015) ribadisce tale modalità di attribuzione per l'attribuzione dell'HP 14.

D) dal 4 luglio 2017 è in vigore il regolamento (Ue) 2017/997 con cui l'Unione europea ha preso atto del completamento del citato studio e di conseguenza riformulato la voce relativa alla caratteristica di pericolo "HP 14 Ecotossico" mediante la diretta modifica dell'allegato III alla direttiva 2008/98/Ce (recante le "Caratteristiche di pericolo per i rifiuti"). Il regolamento si applica a decorrere dal 5 luglio 2018.

Alla luce di tutto ciò, la Redazione di Reteambiente ritiene opportuno restituire il testo della Parte IV del Dlgs 152/2006 riportato in questa pagina armonizzato non solo con i citati interventi del Legislatore nazionale ma anche con la nuova indicata normativa comunitaria, applicabile dal 1° giugno 2015, pubblicando quindi i contenuti dei relativi e citati allegati allegato D ("Elenco europeo dei rifiuti") e dell'allegato I ("Caratteristiche di pericolo per i rifiuti") già allineati alla decisione 2014/955/Ue ed al regolamento (Ue) 1357/2014.

Si segnala infine che la Corte di Cassazione, con ordinanza 37460/2017 (seguita dall'ordinanza 37461/2017 e dall'ordinanza 37462/2017) depositata in Cancelleria il 27 luglio 2017, ha richiesto una interpretazione pregiudiziale della Corte di Giustizia Ue sulla classificazione dei rifiuti speculari (cd. "specchio") alla luce degli atti comunitari in questione.

Dlgs 3 aprile 2006, n. 152

Norme in materia ambientale - Stralcio - Parte IV - Gestione dei rifiuti, imballaggi e bonifica dei siti inquinati

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Versione coordinata con modifiche. Testo vigente oggi 19/09/2017

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