Disposizioni trasversali/Aua

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Milano, 31 maggio 2001

'Segnali ambientali 2001': l'ambiente fotografato dall'Agenzia europea

(Vincenzo Dragani)

I problemi ambientali più preoccupanti — cambiamento climatico, spreco delle risorse e aumento dei rifiuti -, tutti legati all'eccessivo consumismo, persistono e sono di difficile soluzione. Una ricetta vincente potrebbe essere l'inasprimento della tassazione ambientale, dato lo scarso impatto degli incentivi finanziari, dovuto al progressivo aumento dei redditi di imprese e famiglie.

 

È quanto emerge da "Segnali ambientali 2001", l'ultima relazione sullo stato dell'ambiente comunitario dell'Aea, l'Agenzia europea per l'ambiente istituita nel 1990 dalla Ue, della quale fanno parte i 15 Stati membri più Islanda, Norvegia e Liechtenstein.

 

La relazione, pubblicata il 29 maggio dall'Agenzia e salutata con favore dalla Commissaria europea per l'ambiente Margot Wallström, sarà al centro del prossimo vertice di Göteborg del 15 e 16 giugno, dove i leader europei valuteranno le nuove strategie per la protezione dell'ambiente.

 

Sotto accusa per l'Aea sono principalmente il settore dei trasporti e delle energie.

Trasporti. Dalla relazione emerge che la quota delle forme di trasporto merci meno nocive per l'ambiente (ferrovie, vie d'acqua interne, trasporto marittimo su brevi distanze) è diminuita del 10% nel periodo 1980-1998. Ma l'intensità dei trasporti — sia di merci che di persone — è nel contempo aumentata (2,8% di spostamenti privati in più). In alcuni Paesi il trasporto automobilistico è inoltre più economico di quello in autobus e treno di 20 anni fa. E gli investimenti in infrastrutture interessano per i 2/3 le reti stradali e solo per 1/3 quelle ferroviarie. La diminuzione dei prezzi dell'industria turistica ha inoltre contribuito all'aumento dei viaggi pro-capite (+ 16% tra il 1990 e il 1997).

Energie. Nel 2000, il prezzo medio in ambito Ue del combustibile per trasporto su strada è stato inferiore a quello della prima metà degli anni ottanta, mentre la sua domanda continua a crescere più velocemente di quella di energetica totale. I prezzi dell'energia elettrica per uso domestico sono poi diminuiti dell'1% tra 1985 e il 1996, ed il consumo è parimenti aumentato.

 

Per l'Aea i problemi sono evidentemente legati allo sviluppo demografico ed economico (e l'aumento del 5/10% della produzione di rifiuti tra il 1995 e il 1998 ne è diretta conseguenza). La soluzione per un utilizzo più oculato delle risorse — come sottolineato dallo stesso direttore esecutivo dell'Aea, Domingo Jiménez-Beltrán — è dunque il controllo della domanda di beni e servizi attraverso una più forte tassazione ambientale, addebitando le relative spese a chi provoca danni ambientali.

 

La versione integrale di "Segnali ambientali 2001" è pubblicata sul sito dell'Aea:

http://reports.eea.eu.int/signals-2001/index_html.

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Reteambiente.it - Testata registrata presso il Tribunale di Milano (20 settembre 2002 n. 494) - ISSN 2465-2598