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Comunicato Presidenza del Consiglio dei Ministri 9 marzo 2018

Attività antincendio boschivo per il 2018 - Raccomandazioni operative per un più efficace contrasto agli incendi boschivi, di interfaccia ed ai rischi conseguenti

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Comunicato

(Gu 9 marzo 2018 n. 57)

Attività antincendio boschivo per il 2018. Raccomandazioni operative per un più efficace contrasto agli incendi boschivi, di interfaccia ed ai rischi conseguenti

Nel corso del 2017, gli incendi boschivi e quelli di interfaccia hanno duramente interessato il nostro Paese, in particolare durante la stagione estiva, e tutte le amministrazioni in indirizzo sono state a vario titolo coinvolte nelle attività di contrasto e di gestione dei numerosi eventi occorsi. Con l'approssimarsi della stagione incendi boschivi del 2018, si auspica che tale coinvolgimento prosegua in maniera sempre più strutturata e con maggior efficacia, nel rispetto delle competenze previste dalla legge 21 novembre 2000, n. 353, che assegna alle Amministrazioni regionali la piena titolarità sulle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, al fine di mitigare al massimo l'innesco di tali deprecabili eventi e di ridurne le conseguenze sugli ambienti antropici e naturali.

Il 2017 è stato, anche, il primo anno di attuazione della riforma introdotta dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, che ha determinato, tra l'altro, un cambiamento nel settore dell'antincendio boschivo, specialmente in quelle regioni nelle quali esisteva un collaudato e consolidato rapporto di collaborazione con il preesistente Corpo forestale dello Stato, le cui competenze, in materia di lotta attiva, sono state trasferite al Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Con riferimento a quanto specificato nelle raccomandazioni operative per la stagione estiva 2017, pubblicate nella Gazzetta ufficiale del 15 giugno 2017, n. 137, si rinnova l'auspicio che le Amministrazioni regionali, tenendo anche conto delle esperienze del 2017, stiano già lavorando sui propri sistemi dedicati all'antincendio boschivo, con azioni di riorganizzazione pianificate in stretta correlazione con i relativi contesti ambientali e territoriali ed attuate con tempestività.

Non è solo la cronaca degli eventi incendiari, tra gli altri, del Vesuvio o del Monte Morrone, a consegnare il 2017 tra gli anni più impegnativi dell'ultimo decennio nel settore dell'antincendio boschivo. I dati disponibili, seppure ancora provvisori, evidenziano un netto incremento del numero di incendi boschivi, con decine di migliaia di ettari di bosco percorsi dal fuoco, che vanno a modificare negativamente l'andamento sia del numero di eventi — che nel 2016 era stato inferiore alla media degli ultimi 40 anni — sia dell'estensione delle relative aree bruciate, che peraltro si presentava in leggero ma progressivo aumento dal 2013. La numerosità e la persistenza degli eventi incendiari per tutta la stagione estiva, con una coda che è arrivata fino a novembre scorso, hanno determinato uno straordinario impegno dei dispositivi di spegnimento a tutti i livelli territoriali, nonché di tutto il sistema di protezione civile, continuamente attivato al fine di intervenire a salvaguardia della pubblica e privata incolumità.

Nel corso del 2017 il fenomeno degli incendi boschivi ha colpito parimenti diversi Paesi europei, specialmente dell'area Mediterranea e della penisola Iberica, oltre a Paesi di altri continenti, con devastanti eventi che in taluni casi hanno comportato numerose perdite di vite umane, oltre che ingenti danni alle infrastrutture e all'ambiente. La frequenza di accadimento e l'intensità dei fenomeni possono farci considerare la reale possibilità che i cambiamenti climatici in atto stiano modificando il regime degli incendi nel nostro Paese e, in tale ottica, è più che mai opportuno che tutto il sistema Paese predisponga ed organizzi in maniera sinergica le proprie capacità di risposta.

La severità delle condizioni meteorologiche, predisponenti gli incendi boschivi nel 2017, è confermata dall'analisi idrologica che evidenzia deficit pluviometrici sull'intero territorio nazionale tra i peggiori degli ultimi anni. Alla scarsità idrica si sono aggiunte, specialmente nel periodo estivo ed autunnale, temperature con valori anche di diversi gradi superiori alla media storica in talune zone del nostro Paese. Tali condizioni hanno evidentemente ben predisposto la vegetazione al passaggio del fuoco, incrementando la suscettività all'innesco ed alla propagazione degli incendi boschivi, con un raddoppio delle giornate a suscettività media ed alta nelle regioni centrali, come attestato dal Bollettino nazionale di previsione degli incendi boschivi, elaborato giornalmente dal Dipartimento della protezione civile.

Le difficoltà riscontrate possono ritenersi il risultato di un insieme di concause, sia meteorologiche sia di sistema, che sono state analizzate nel corso degli eventi e a consuntivo, sotto il coordinamento del Dipartimento della protezione civile, con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali competenti. In particolare, nei mesi di ottobre e novembre, è stata condotta, dal predetto Dipartimento, un'intensa e strutturata attività di debriefing tecnico, secondo un percorso di condivisione di esperienze ed informazioni che si è concluso con le riunioni di fine novembre 2017, nelle quali sono state condivise a livello tecnico, dai rappresentanti regionali e da quelli delle amministrazioni centrali intervenuti, diverse proposte migliorative del sistema nel suo complesso. Tali proposte, per ciascuno degli ambiti specifici della previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, sono per la maggior parte direttamente implementabili all'interno dei sistemi regionali antincendio boschivo, in quanto agiscono sulle procedure e sulle modalità operative. Lo scorso 14 dicembre tali proposte migliorative sono state inviate dal Dipartimento della protezione civile ai Presidenti delle regioni ed ai vertici delle amministrazioni centrali competenti nel settore dell'antincendio boschivo, per essere recepite nei vari ambiti, in vista della stagione antincendio boschivo del 2018.

Parallelamente, sulla scorta dei risultati del suddetto debriefing tecnico, il Dipartimento della protezione civile, nell'ambito della più ampia azione di indirizzo e coordinamento verso il Servizio nazionale di protezione civile, ha promosso l'istituzione di un tavolo tecnico interistituzionale sulle tematiche antincendio boschivo, al fine di monitorare il settore e proporre soluzioni operative.

Ciò premesso, si auspica che i Presidenti delle regioni e delle province autonome, titolari della competenza sugli incendi boschivi ai sensi della legge 21 novembre 2000, n. 353, siano attivi nell'organizzare, per il corrente anno, i propri sistemi di antincendio boschivo, sia in termini di risorse umane che di mezzi terrestri ed aerei, nell'ottica della maggior efficienza possibile, al fine di garantire adeguati livelli di risposta a salvaguardia del patrimonio naturale ed ambientale, nonchè a tutela della pubblica e privata incolumità. Analogo auspicio è rivolto anche ai Ministri in indirizzo, a vario titolo competenti nel settore, affinchè promuovano le attività dei dipendenti Corpi di Polizia, dei Vigili del fuoco, delle Forze armate e delle Prefetture — Uffici territoriali di Governo verso azioni mirate a migliorare l'efficacia del sistema Paese nelle sue diverse componenti.

In particolare, al fine di meglio predisporre tutte le attività per la prossima campagna antincendio boschivo 2018, si invitano le SS.LL., ciascuna per gli ambiti di rispettiva competenza, a voler promuovere le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi come descritto nel seguito.

Per quanto riguarda la previsione delle condizioni di suscettività all'innesco ed alla propagazione degli incendi boschivi, è consolidata come buona pratica la correlazione tra gli strumenti di livello regionale di previsione del pericolo incendi boschivi ed il sistema di allertamento delle componenti regionali di risposta antincendio boschivo e di quelle di protezione civile. Dove attuato, ciò consente infatti una modulazione dell'organizzazione secondo le condizioni di pericolo attese, con la possibilità di rinforzare le attività di ricognizione, sorveglianza, avvistamento ed allarme, nonchè quelle di spegnimento degli incendi boschivi e di protezione civile ai vari livelli territoriali. Si auspica, pertanto, che in ciascuna regione le azioni sul settore della previsione siano orientate verso tali obiettivi, con estensione dei Bollettini regionali di previsione anche ai gestori di servizi pubblici, in particolare della viabilità e delle reti energetiche, quali parte attiva nel sistema, nonchè ai cittadini.

Per quanto riguarda le attività di prevenzione, in particolare quelle non strutturali, queste rappresentano gli strumenti con cui è possibile ridurre il fenomeno degli incendi boschivi e di quelli di interfaccia, considerato che la causa è l'azione dell'uomo, per dolo o per la colpa, ed il territorio potenzialmente interessato è così vasto ed articolato che non potrà mai essere completamento monitorato. Occorre, pertanto, continuare a sensibilizzare i cittadini, sulle attività di promozione della cultura di protezione civile e delle corrette norme di comportamento per la salvaguardia dell'ambiente, anche favorendo progetti di valore educativo e sociale che daranno i propri frutti nel corso del tempo. Per una maggiore efficacia, le suddette attività andrebbero rivolte anche alle associazioni di categoria, in particolare quelle che operano a stretto contatto con gli ambienti rurali e forestali, oltre che ai gestori di servizi pubblici, specialmente quelli legati alla viabilità ed alle reti energetiche, pur se non coinvolti direttamente nelle attività di antincendio boschivo. Analogamente, si auspica la prosecuzione dell'azione di monitoraggio e di supporto tecnico da parte delle amministrazioni regionali, anche in raccordo con l'Arma dei Carabinieri, nei confronti delle amministrazioni comunali per l'istituzione ed il successivo aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco, oltre che per la redazione dei piani di protezione civile per gli incendi di interfaccia.

Per quanto riguarda invece le attività di prevenzione strutturali, si invitano le SS.LL., ognuna per gli ambiti di rispettiva competenza, a voler disporre affinché le operazioni silvicolturali di gestione, di pulizia e di manutenzione del bosco, così come gli interventi di riduzione della massa combustibile, tra l'altro lungo le reti viarie e ferroviarie, siano attuate in tempi compatibili con la stagione antincendio boschivo. Tra le buone pratiche del settore è emerso l'utilizzo degli accordi tra Regioni, in particolare se confinanti, sia per interventi di mutuo soccorso in caso di necessità che per pianificare attività di prevenzione utilizzando i momenti esercitativi congiunti.

Infine, per quanto riguarda la lotta attiva contro gli incendi boschivi, si rammenta la disposizione di cui all'articolo 3 della legge 21 novembre 2000, n. 353, che prevede la revisione annuale del piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, strumento di riferimento per tutte le attività nel territorio regionale che definisce le procedure operative ottimali per i vari ambiti territoriali, tenendo conto — ove necessario — del mutato assetto organizzativo, a seguito della riforma di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177. Nel Piano andranno definiti obiettivi, mezzi e procedure per garantire adeguati flussi informativi tra le sale operative ai vari livelli ed un'adeguata e tempestiva azione in tutte le fasi dell'incendio, dal primo intervento, allo spegnimento, fino alla bonifica e definitiva chiusura dell'evento incendiario.

Tra le attività di lotta attiva rientrano, ai sensi dell'articolo 7 della predetta legge 21 novembre 2000, n. 353, le attività di ricognizione, sorveglianza, avvistamento ed allarme, oltre quelle di spegnimento degli incendi boschivi. Al riguardo, si rimarca l'importanza della tempestiva segnalazione degli eventi, nonchè del monitoraggio e del presidio del territorio che può essere svolto, per essere maggiormente efficace, con operazioni coordinate tra le risorse locali regionali, anche di tipo volontario, e le componenti statuali presenti sul territorio, con un'azione di coordinamento svolta dalle strutture regionali competenti nell'antincendio boschivo, d'intesa con le Prefetture — Utg.

Come per ogni attività legata ad una risposta in emergenza, rimane fondamentale la formazione del personale coinvolto nelle diverse attività, sia di sala operativa che direttamente sul campo. Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla formazione dei Dos (Direttore operazione spegnimento) e al peculiare ruolo svolto nell'ambito della complessa ed articolata organizzazione Aib regionale. Anche in aderenza ai mutati principi e responsabilità introdotti dal citato decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, si auspica un impegno condiviso per assicurare la necessaria presenza ed uniforme distribuzione di Dos su tutto il territorio, la standardizzazione procedurale e la celerità d'intervento in caso di emergenza.

Si ritiene, pertanto, necessario che prima dell'avvio della campagna antincendio boschivo, in particolare quella estiva, siano previste attività formative, anche congiunte, tra tutte le componenti del sistema regionale di risposta agli incendi boschivi.

Infine, sempre con riferimento alla lotta attiva, si evidenzia l'importanza che ogni regione adegui la propria capacità di risposta sia terrestre che aerea, in tempo utile per garantire interventi efficaci, tarando il proprio sistema rispetto agli eventi attesi sul territorio ed alla consistenza dei beni ambientali da tutelare. Si auspica, in un'ottica di leale collaborazione tra amministrazioni, che ogni regione disponga di una propria flotta aerea che rappresenta, come gli eventi degli anni scorsi hanno dimostrato, un efficace dispositivo di prima risposta agli incendi, in supporto alle forze terrestri. Il concorso dei mezzi della flotta antincendio di Stato è residuale e non primario rispetto agli interventi operati dai mezzi regionali. Dai dati statistici si evince che le regioni che non dispongono di una propria flotta aerea dedicata all'antincendio boschivo, ovvero che ne hanno in numero insufficiente rispetto al territorio da coprire, chiedono, con maggiore frequenza, l'intervento dei mezzi della flotta antincendio di Stato, a svantaggio delle Regioni che invece investono proprie risorse, in taluni casi anche significative, per dotarsi di idonei mezzi aerei. Più volte, infatti, nel corso dell'ultima estate, si è raggiunta la massima capacità di risposta della flotta aerea antincendio di Stato, coordinata dal Dipartimento della protezione civile, con la conseguente mancanza di assetti disponibili a fronte di richieste regionali di concorso aereo, a causa del contemporaneo impiego di tutti i mezzi su altri fronti incendiari ovvero, in diversi casi, per l'assenza di mezzi aerei regionali. Nel 2017 tali situazioni hanno assunto, in diverse giornate, numeri abbastanza elevati da non potere essere ulteriormente sostenuti per il futuro. Solo la professionalità degli operatori impegnati sui mezzi aerei e negli interventi di terra ha consentito che non si verificassero ancor più gravi conseguenze per la pubblica e privata incolumità. A tale ultimo proposito, giova ricordare la persistente grave assenza di idonee cartografie per finalità di antincendio boschivo con la segnalazione degli ostacoli al volo, che ha contribuito, nel 2017, al verificarsi di tre incidenti aerei, fortunatamente senza conseguenze per i piloti, a causa di ostacoli non segnalati. In considerazione, dunque, della complessità del territorio italiano e delle molteplici differenze tra le regioni, si invitano le SS.LL. a voler attivare adeguate azioni di mappatura, anche con il coinvolgimento di soggetti fornitori di servizi elettrici e di trasporto teleferici.

Si confida nella tempestiva e puntuale attuazione delle presenti raccomandazioni, con il concorso di tutte le diverse componenti istituzionali competenti nelle attività di antincendio boschivo, per garantire il coordinamento della risposta organizzativa ed operativa nella campagna antincendio boschivo del 2018. Il Dipartimento della protezione civile continuerà ad assicurare il concorso dei mezzi della flotta antincendio di Stato, su richiesta delle sale operative unificate permanenti a supporto dei mezzi terrestri ed aerei, comunque messi in campo dalle strutture regionali, nonché a svolgere il monitoraggio e la vigilanza delle situazioni emergenziali, al fine di garantire, per quanto di competenza, ogni necessaria forma di collaborazione ed assistenza. Il Dipartimento della protezione civile curerà, infine, l'organizzazione di specifiche riunioni tecniche per fare il punto sull'attuazione delle presenti raccomandazioni.

 

Roma, 27 febbraio 2018

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