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Ultima versione disponibile al 29/02/2020

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Dpcm 2 dicembre 2019

(Gu 18 gennaio 2020 n. 14)

Piano operativo per il dissesto idrogeologico per il 2019

Il Presidente del Consiglio dei Ministi

su proposta del

Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare

Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante: "Norme in materia ambientale" ed, in particolare, la parte III "Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche";

Visto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, concernente: "Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea";

Visto il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164;

Visto il decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, concernente il "Codice della protezione civile";

Visto il decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, recante: "Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze", e, in particolare l'articolo 40, che prevede l'istituzione di una apposita Cabina di regia interministeriale;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 febbraio 2019, recante l'istituzione della Cabina di regia Strategia Italia, di cui all'articolo 40 del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2015, recante criteri e modalità di assegnazione delle risorse destinate agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, in attuazione dell'articolo 10, comma 11, del decreto-legge n. 91 del 2014;

Preso atto dei criteri contenuti nel predetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2015, che tengono conto, tra l'altro, delle classi di priorità indicate dalle Regioni con il supporto delle loro strutture di protezione civile, dei pareri delle autorità di bacino, del numero di persone e beni a rischio idrogeologico e della frequenza dell'evento in relazione ai tempi di ritorno;

Visto il decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, recante: "Disposizioni in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione di squilibri economici e sociali, a norma dell'articolo 16 della legge 5 maggio 2009, n. 42" e, in particolare, l' articolo 4 del medesimo decreto legislativo, il quale dispone che il Fas di cui all'articolo 61 della legge n. 289/2002 assuma la denominazione di "Fondo per lo sviluppo e la coesione" (Fsc) e sia finalizzato a dare unità programmatica e finanziaria all'insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale, che sono rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese;

Vista la legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di stabilità 2014) ed, in particolare, il comma 6 dell'articolo 1, che individua in 54.810 milioni di euro le risorse del Fsc per il periodo di programmazione 2014-2020 e le destina a sostenere esclusivamente interventi per lo sviluppo, anche di natura ambientale, secondo la chiave di riparto 80 per cento nelle aree del Mezzogiorno e 20 per cento in quelle del centro-nord;

Vista la legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di stabilità 2015) ed, in particolare, il comma 703 dell'articolo 1, il quale, ferme restando le vigenti disposizioni sull'utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione, detta ulteriori disposizioni per l'utilizzo delle risorse assegnate per il periodo di programmazione 2014-2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 settembre 2015 recante il "Piano stralcio per le aree metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvioni", a valere sulle risorse assegnate dalla delibera Cipe n. 32 del 20 febbraio 2015, che individua una sezione attuativa ed una programmatica di interventi;

Vista la delibera Cipe n. 25 del 10 agosto 2016 che, in applicazione della lettera c) dell'articolo 1, comma 703, della richiamata legge di stabilità 2015, ha individuato le aree tematiche di interesse del Fondo per lo sviluppo e la coesione e ripartito tra le stesse aree tematiche le risorse disponibili;

Vista la delibera Cipe n. 55 del 1° dicembre 2016 che ha approvato, in applicazione dell'articolo 1, comma 703, lettera c) della legge n. 190/2014 (Legge di stabilità 2015) e della delibera Cipe n. 25/2016, il Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-2020 di competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, suddiviso in quattro sotto-piani di interventi da realizzarsi in tutto il territorio nazionale, per un valore complessivo pari a 1,9 miliardi di euro;

Considerato che tra i predetti sotto-piani è individuato il sotto-piano "Interventi per la tutela del territorio e delle acque" nell'ambito del quale è prevista la Linea di azione 1.1.1 denominata "Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera", afferente all'Asse tematico 1 "Promuovere l'adattamento al cambiamento climatico e la prevenzione e gestione dei rischi" (OT5);

Vista la riprogrammazione del Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-2020 approvata con nota protocollo n. 3778 del 13 ottobre 2017 del Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri che prevede una diversa allocazione finanziaria e territoriale delle risorse tra gli assi del Piano;

Considerato che a seguito della predetta riprogrammazione, alla Linea di azione 1.1.1 denominata "Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera" è assegnata una dotazione finanziaria pari ad euro 286.832.826,83, ripartita in euro 272.832.826,83 per interventi di mitigazione del

rischio idrogeologico ed euro 14 milioni per misure di prevenzione tese a supportare ed ottimizzare la pianificazione di gestione, la programmazione e realizzazione di interventi di cui ai P.G.R.A., assegnati alle autorità di bacino distrettuali;

Considerato che, relativamente alle risorse assegnate alla Linea di azione 1.1.1 "Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera" per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, con atti integrativi agli accordi di programma già sottoscritti sono stati programmati interventi ed erogate complessivamente risorse pari ad euro 226.397.800,64;

Considerato che, relativamente alle medesime risorse assegnate alla Linea di azione 1.1.1 "Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera" per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, residua l'importo complessivo di euro 46.434.966,92, afferente alle Regioni Basilicata, Molise, Valle d'Aosta ed alla Provincia autonoma di Trento, e che queste ultime, a valere su tale importo residuo, hanno definito elenchi di interventi validandoli nella specifica sezione della piattaforma ReNDiS-web (Repertorio nazionale degli interventi per la difesa suolo), così come previsto dal citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2015;

Vista la delibera Cipe n. 99 del 22 dicembre 2017 di approvazione del primo Addendum al Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-2020 che assegna una dotazione finanziaria integrativa alla Linea di azione 1.1.1 "Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera", dell'importo complessivo pari ad euro 94.526.557,50;

Vista la delibera Cipe n. 11 del 28 febbraio 2018 di approvazione del secondo Addendum al Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-2020;

Vista la delibera Cipe n. 31 del 21 marzo 2018 "Presa d'atto degli esiti della Cabina di regia del 16 marzo 2018 relativi ai piani operativi e interventi approvati con le delibere Cipe numeri 10, 11, 14, 15 e 18 del 28 febbraio 2018;

Considerato che con la predetta delibera Cipe n. 31 del 21 marzo 2018 resta individuata, nell'ambito del secondo Addendum al Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-2020, la dotazione finanziaria integrativa alla Linea di azione 1.1.1 "Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera", il cui importo complessivo è pari ad euro 226.972.712,47;

Considerato che, in base a quanto fin qui rappresentato, alla Linea di azione 1.1.1 "Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera" sono state assegnate complessivamente risorse pari ad euro 608.332.096,80;

Considerato che con note ministeriali del 29 novembre 2018 e del 7 maggio 2019 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha comunicato l'avvio della fase istruttoria sugli interventi relativi alla Linea di azione 1.1.1 "Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera", di cui al primo e secondo Addendum al Piano operativo "ambiente", ai sensi del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2015;

Considerato che nel corso dell'istruttoria sull'intervento in Comune di Palermo, di importo pari ad euro 6.018.689,51 e contraddistinto con Codice ReNDiS 19IR021/G3, è emersa la necessità di acquisire integrazioni documentali, giuste note dell'Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia protocollo n. 4492 del 1° agosto 2019 e del Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana protocollo n. 5866/UC del 27 agosto 2019 e protocollo n. 6796 del 2 ottobre 2019, e che, pertanto, non ricorrono le condizioni per l'ammissibilità a finanziamento con il presente provvedimento, come comunicato alla Regione Siciliana con nota ministeriale protocollo n. 22648 del 6 novembre 2019;

Considerati gli esiti positivi dell'istruttoria svolta dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sulle altre richieste di finanziamento validate dalle Regioni sulle specifiche sezioni della piattaforma ReNDiS-web relative al Piano operativo "ambiente" e corredate dal previsto parere delle Autorità di bacino distrettuali competenti per territorio;

Considerato che in esito all'istruttoria predetta restano individuati duecentotrentasei interventi di difesa del suolo che comportano un fabbisogno finanziario pari ad euro 361.896.975,37, a valere sulle risorse del Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-2020;

Considerato che con note ministeriali del 6 novembre 2019 sono stati comunicati alle Regioni e alle Province autonome gli elenchi degli interventi per i quali è stata conclusa la fase istruttoria;

Vista la circolare n. 1 del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno del 26 maggio 2017, recante disposizioni circa gli adempimenti di attuazione della citata delibera Cipe n. 25/2016, in particolare, relative alla governance, alle modifiche, alla riprogrammazione e revoca delle risorse e alle disposizioni finanziarie;

Vista la delibera Cipe n. 26 del 28 febbraio 2018 che ha ridefinito il quadro finanziario e programmatorio complessivo del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 febbraio 2019 recante "Approvazione del Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela della risorsa ambientale", pubblicato nella Gazzetta ufficiale — Serie generale n. 88 del 13 aprile 2019;

Vista, in particolare, l'Azione 5 dell'allegato A concernente l'ambito d'intervento 2 "Misure di prevenzione" del predetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 febbraio 2019 che prevede che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare provvede ad elaborare il Piano operativo sul dissesto idrogeologico per l'anno 2019, a valere anche sulle risorse deliberate dal Cipe, proponendo eventualmente la modifica e rimodulazione di precedenti diposizioni e deliberazioni del medesimo Comitato;

Considerato che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 febbraio 2019 dispone che il Piano operativo sul dissesto idrogeologico per l'anno 2019 sia adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;

Ritenuto che alla definizione di un Piano operativo sul dissesto idrogeologico per il 2019 concorrono gli interventi non ancora finanziati individuati nell'ambito del Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-2020;

Vista la delibera Cipe n. 64 del 1° agosto 2019 "Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico e per il ripristino e la tutela della risorsa ambientale. Misure per l'accelerazione degli interventi. Modifica delibera Cipe n. 25 del 2016", la quale prevede, tra l'altro, che per gli interventi previsti nel Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela della risorsa ambientale di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 febbraio 2019, i trasferimenti vengono effettuati senza la stipula di apposito accordo di programma;

Ritenuto che, pertanto, non si procederà alla stipula di accordi di programma;

Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 221, e, in particolare l'articolo 55, che ha istituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 luglio 2016, recante: "Modalità di funzionamento del Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico" in attuazione del citato articolo 55 della legge n. 221/2015;

Considerato che tra gli interventi per i quali è stata svolta positivamente l'istruttoria sono ricompresi alcuni interventi la cui progettazione è stata finanziata a valere sul predetto Fondo;

Visto, in particolare, che il predetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 luglio 2016 prevede che al momento del finanziamento dell'esecuzione dell'intervento, la cui progettazione è stata sostenuta dal Fondo per la progettazione, le somme già assegnate sono recuperate e versate ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al medesimo Fondo;

Preso atto che con le medesime citate note ministeriali del 6 novembre 2019 è stata avviata la procedura per il recupero delle predette somme trasferite attinenti al Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico;

Ritenuto, pertanto, di dover adottare il richiamato Piano operativo sul dissesto idrogeologico per il 2019, a valere sulle risorse di cui alle richiamate delibere Cipe attinenti al Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-2020;

Su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,

Adotta:

Articolo 1

Piano operativo sul dissesto idrogeologico per il 2019

1. Ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 febbraio 2019, e al fine di dare attuazione al Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-2020 — Linea di azione 1.1.1 "Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera" di cui alle delibere Cipe n. 55/2016, n. 99/2017, n. 11/2018 e n. 31/2018, è adottato il Piano operativo sul dissesto idrogeologico per il 2019 definito dagli interventi di difesa del suolo, con le relative risorse, di cui agli allegati A) e B) del presente decreto.

2. Il valore del Piano operativo sul dissesto idrogeologico per il 2019, di cui al comma 1, ammonta complessivamente ad euro 361.896.975,37.

Articolo 2

Soggetti beneficiari

1. All'attuazione degli interventi provvedono i presidenti delle Regioni — commissari straordinari per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico ex articolo 10, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, ed i presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano, in qualità di soggetti beneficiari. I soggetti beneficiari sono individuati quali responsabili della gestione, della realizzazione e del monitoraggio degli interventi di cui al presente provvedimento.

2. Per l'attuazione degli interventi finanziati a valere sulle risorse del Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-2020, si farà riferimento a quanto definito dalle delibere Cipe sopra citate e dal Sistema di gestione e controllo (Si.Ge.Co.) del medesimo Piano operativo.

Articolo 3

Copertura finanziaria e trasferimento delle risorse

1. La copertura finanziaria del Piano, il cui valore è determinato complessivamente in euro 361.896.975,37, è posta a carico delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014— 2020 stanziate a favore del Piano operativo "ambiente" e dei relativi Addendum.

2. Le modalità e le procedure per il trasferimento delle risorse del Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-2020 sono disciplinate da quanto al riguardo riportato nella delibera Cipe n. 64/2019, nelle ulteriori delibere Cipe citate in premessa, nella circolare n. 1/2017 del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, nonché nel Si.Ge.Co. del Piano operativo "ambiente".

3. La corresponsione delle quote di anticipazione avverrà, avvenuta la registrazione del presente provvedimento da parte degli organi di controllo, a seguito dell'inserimento nel Sistema nazionale di monitoraggio (Snm) del MEF-IGRUe dei dati relativi agli interventi di cui al presente provvedimento, attraverso l'utilizzo di sistema informativo locale implementato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

4. Per gli interventi la cui progettazione è stata sostenuta a valere sul Fondo per la progettazione istituito con legge n. 221/2015, al momento del trasferimento delle risorse relative ad interventi di cui al presente provvedimento, le somme già anticipate ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 luglio 2016, dovranno essere riversate, entro trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto trasferimento della prima quota di anticipazione, ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al medesimo Fondo.

5. Per gli interventi di cui al comma 4, la mancata restituzione delle risorse anticipate con il Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico comporterà l'impossibilità di erogare le quote successive sugli interventi finanziati a valere sul presente provvedimento, fino al momento del recupero delle somme, come disciplinate dal precedente comma.

6. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare provvede con proprio decreto ad individuare gli interventi cui assegnare la dotazione finanziaria residua del Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-2020 e dei relativi Addendum, coerentemente con l'attribuzione delle risorse a livello regionale disposta dalle delibere Cipe sopra citate.

Articolo 4

Monitoraggio degli interventi

1. Allo scopo di assicurare una visione unitaria delle risorse per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e garantire un tempestivo ed efficace monitoraggio sullo stato di attuazione degli interventi, i dati di attuazione finanziario, fisico e procedurale dovranno essere trasmessi alla Banca dati unitaria (BDU) istituita presso il Ministero dell'economia e delle finanze — Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, attraverso il colloquio telematico tra il Sistema di monitoraggio nazionale ed il sistema informativo locale implementato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Le informazioni acquisite dal Sistema nazionale di monitoraggio sono rese disponibili al sistema ReNDiS-web attraverso un adeguato protocollo di colloquio telematico.

2. In attesa dell'avvio di apposito protocollo di colloquio telematico tra sistemi di cui al comma 1, gli interventi sono monitorati, oltre che attraverso il Sistema nazionale di monitoraggio (Snm), anche tramite l'inserimento, a cura dei soggetti beneficiari, di tutti i dati nella piattaforma telematica ReNDiS-web. Nel sistema ReNDiS-web dovranno, comunque, essere inseriti, a cura dei medesimi soggetti beneficiari, i dati di carattere tecnico, ambientale e geografico.

3. È fatto obbligo, ai soggetti beneficiari, di aggiornare con cadenza bimestrale, attraverso l'inserimento dei dati di monitoraggio nel Sistema informativo locale implementato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, lo stato di avanzamento procedurale, fisico e finanziario degli interventi. I medesimi soggetti beneficiari devono garantire, anche attraverso la trasmissione di relazioni semestrali sullo stato di avanzamento degli interventi, che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare riceva tutte le informazioni necessarie alla elaborazione della relazione annuale di attuazione di cui al punto 2, lettera b), della delibera Cipe n. 25/2016 ed al punto A.1 della circolare n. 1/2017 del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno.

Articolo 5

Modifiche, riprogrammazioni, revoche degli interventi e recupero delle somme

1. Eventuali modifiche, riprogrammazioni, revoche degli interventi, recupero delle somme, inclusa la riprogrammazione delle economie derivanti dall'attuazione degli interventi finanziati, sono disciplinate da quanto al riguardo riportato nelle delibere Cipe richiamate in premessa, nella circolare n. 1/2017 del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, nonché nel Si.Ge.Co. del Piano operativo "ambiente" Fsc 2014-20120.

Il presente decreto sarà trasmesso ai competenti organi di controllo.

Roma, 2 dicembre 2019

Allegato A

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Allegato B

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