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Risposta della Commissione Ce alla Interrogazione parlamentare Ue P-0907/02

Rigenerazione degli oli usati

Parlamento europeo

Risposta della Commissione Ce alla Interrogazione parlamentare Ue P-0907/02

(Guce 6 febbraio 2003 n. C 28 E)

Oggetto: Rigenerazione degli oli usati

(2003/C 28 E/061)

Interrogazione scritta P-0907/02 di Luciana Sbarbati (ELDR) alla Commissione

(25 marzo 2002)

 

La direttiva 75/439/Cee, modificata dalle direttive 87/101/Cee e 91/692/Cee, all'articolo 3.1 impone che "per quanto consentito dai vincoli di carattere tecnico, economico e organizzativo, gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché sia data priorità al trattamento degli oli usati mediante rigenerazione".

La Commissione, nella primavera del 2001, ha inviato lettera di messa in mora ad alcuni paesi fra cui Francia, Svezia, Austria, Irlanda, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Finlandia, perché non hanno assicurato che l'olio usato venisse rigenerato piuttosto che eliminato.

Sulla base di quanto premesso, ha la Direzione Generale Ambiente programmato una revisione delle direttive comunitarie sugli oli usati affinché essi vengano prioritariamente rigenerati per la produzione di lubrificanti?

Vista la necessità di assicurare una gestione responsabile dei rifiuti considerati pericolosi, quali iniziative ha intrapreso la Commissione per evitare il ripetersi di incidenti come l'inquinamento provocato dalla diossina, la contaminazione da olio negli alimenti per animali, ecc.?

 

Risposta data dalla sig.ra Wallström a nome della Commissione

(22 aprile 2002)

 

Come giustamente sottolineato dall'onorevole parlamentare, la Commissione ha avviato procedimenti per infrazione nei confronti di 13 Stati membri per mancata applicazione dell'articolo 3 della direttiva 75/439/Cee concernente l'eliminazione degli oli usati; l'articolo in questione stabilisce che gli Stati membri devono dare priorità alla rigenerazione degli oli usati. L'iniziativa della Commissione mira a far osservare un obbligo già prescritto dalla legislazione comunitaria.

In risposta al primo quesito, la Commissione non intende proporre — nell'immediato — una revisione della suddetta direttiva. Cionondimeno, la Commissione sta esaminando un recente studio sulla raccolta ed il ricupero degli oli usati nell'UE nel quale si sostiene l'opportunità di rigenerare gli oli usati; in avvenire, eventuali proposte di modifica della direttiva dovrebbero tendere ad aumentare gli incentivi per rigenerare i suddetti oli.

L'attuale direttiva stabilisce i principali obblighi da osservare per garantire la raccolta e l'adeguato smaltimento degli oli allo scopo di impedirne lo scarico illegale e lo smaltimento inadeguato. Anzi, l'utilizzazione di oli usati, come definiti nella direttiva sugli oli usati (cioè: oli minerali usati) per l'alimentazione animale sarebbe nociva per la salute degli animali e costituirebbe violazione dell'articolo 4 della direttiva quadro sui rifiuti, il quale stabilisce esplicitamente che i rifiuti devono essere eliminati o recuperati senza rischi per gli animali.

Per quanto riguarda le emissioni di diossine causate dall'incenerimento di oli usati, la nuova direttiva 2000/76/CE sull'incenerimento abroga l'allegato della direttiva 75/439/Cee, come modificato, e pertanto costituisce il provvedimento che disciplina il controllo dell'incenerimento degli oli usati. Essa ha dettato condizioni più rigorose da rispettare per l'incenerimento degli oli usati ed ha abbassato i valori limite di emissione per diversi inquinanti, fra i quali le diossine.