Acque

Documentazione Complementare

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Risposta della Commissione Ce alla Interrogazione parlamentare Ue E-1722/02

Salvaguardia dei fiumi

Parlamento europeo

Risposta della Commissione Ue alla Interrogazione parlamentare Ue E-1722/02

(Guue 6 marzo 2003 n. C 52 E)

Oggetto: Salvaguardia dei fiumi

(2003/C 52 E/108)

Interrogazione scritta E-1722/02di Roberta Angelilli (UEN) alla Commissione

(13 giugno 2002)

 

Considerata l'importanza della tutela dei fiumi, dei laghi e di ogni corso d'acqua; che a Roma si ha un esempio di abbandono di un fiume come il Tevere, che è tra l'altro un grande patrimonio storicoambientale per la città, ma che ha gravi problematiche idrauliche, urbanistiche ed ambientali che lo hanno ridotto negli ultimi decenni ad un grave livello di inquinamento e di degrado generale che ne compromettono il pieno utilizzo da parte della popolazione.

Per quanto sopra detto, si chiede alla Commissione:

1. se esistono programmi per la salvaguardia e la valorizzazione dei fiumi;

2. se si possono prendere provvedimenti quando ci sono situazioni come quella del fiume Tevere;

3. un giudizio sulla vicenda.

 

Risposta data dalla sig.ra Wallström a nome della Commissione

(25 luglio 2002)

 

La Commissione condivide pienamente l'opinione dell'onorevole parlamentare circa l'importanza che assume la tutela dei fiumi negli Stati membri.

Per salvaguardare e migliorare la qualità dei fiumi europei l'Ue ha varato un complesso organico di iniziative con questi obbiettivi:

— in primo luogo, ridurre l'inquinamento dei fiumi alla fonte, con particolare riferimento all'inquinamento dovuto agli scarichi di acque reflue e agli scarichi di origine agricola;

— in secondo luogo, proteggere tutte le acque, superficiali, sotterranee, pluviali, lacustri e costiere, con l'obbligo di pervenire, per tutti questi tipi, a ristabilire la loro buona qualità (il cd. "buono stato") entro il 2015.

Per quanto riguarda la riduzione dell'inquinamento idrico alla fonte, la direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane 1 . disciplina tutte le installazioni e le aree, ad eccezione dei piccoli centri abitati al di sotto dei 2000 abitanti, o il loro equivalente in acque reflue. Prevede l'obbligo di raccogliere e trattare le acque reflue in modo appropriato, nel rispetto di alcune scadenze, scaglionate tra la fine del 1998, la fine del 2000 e la fine del 2005 rispettivamente, in funzione delle dimensioni dello scarico e delle caratteristiche delle acque interessate. Questa normativa è integrata — nella parte che riguarda l'inquinamento da fonti agricole — dalla direttiva "Nitrati"

L'obbiettivo ambizioso di raggiungere un livello definibile come "buono stato" per tutte le acque della Comunità è contenuto nella direttiva quadro sulle acque, adottata nell'ottobre 20002 . Essa prevede una fase preparatoria (analisi entro il 2004, istituzione di un sistema di monitoraggio entro il 2006, sviluppo — con ampia partecipazione del pubblico — di piani di gestione per ciascun bacino idrografico entro il 2009) ed una fase di interventi attivi (attuazione delle misure individuate e realizzazione del "buono stato" entro l'anno 2015).

Fedele alla sua missione di custode del trattato Ce, la Commissione vigila attentamente sul processo di attuazione della direttiva da parte degli Stati membri. In merito alla direttiva "Acque reflue urbane" si ricorda che la Commissione ha approvato, il 21 novembre 2001, una relazione sullo stato di attuazione di questa direttiva 3 , che descrive anche la situazione nelle grandi città; ad esempio, la città di Roma è dotata di un impianto di trattamento terziario delle acque reflue. Attualmente la Commissione sta esaminando la seconda fase di attuazione, ossia le misure nazionali che dovevano essere prese entro la fine del 2000. In merito alla direttiva "Nitrati" la Commissione presenterà la seconda relazione sullo stato di attuazione nel corso del 2002.

Per quanto attiene infine la richiamata direttiva quadro sulle acque, la Commissione — al di là degli obblighi che ad essa incombono in forza del trattato Ce — sta portando avanti un'intensa cooperazione con gli Stati membri, i paesi candidati, i soggetti interessati e le organizzazioni non governative (Ong). Grazie ad una strategia di attuazione comune sarà possibile scambiare esperienze e informazioni e mettere a punto alcuni documenti orientativi che serviranno come base per l'attuazione delle disposizioni della direttiva. Tutte queste attività troveranno un'utile integrazione in seminari e workshop sul tema della direttiva quadro, tra l'altro alla fine di giugno 2002 nella città di Bologna. Nel frattempo la Commissione non esiterà a prendere tutte le iniziative necessarie sul piano giuridico per garantire la corretta attuazione della normativa sopra citata a tutela dei fiumi e delle altre acque della Comunità.

Note ufficiali

1. Direttiva 91/271/Cee del Consiglio, del 21 maggio 1991 concernente il trattamento delle acque reflue urbane, Gu L 135 del 30.5.1991.
2. Direttiva 2000/60/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che stabilisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque, Gu L 327 del 22.12.2000.
3. COM(2001) 685 def.
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