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Roma, 14 maggio 2004

L'impronta ecologica delle Regioni obiettivo 1

(Daria Oliva)

Valutare l'impatto ambientale delle popolazioni delle Regioni italiane svantaggiate che usufruiscono dei fondi strutturali europei per il periodo 2000-2006.

 

È questo l'obiettivo della ricerca condotta dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e dal Wwf Italia, supportati dal Centro Ricerche Applicate per lo Sviluppo Sostenibile — Cras.

 

Lo studio, dal titolo ''L'impronta ecologica delle Regioni inserite nell'obiettivo 1 del QCS 2000/2006 — Un contributo per valutare lo sviluppo sostenibile", vuole essere uno strumento metodologico su cui basare, nel medio e lungo termine, la valutazione e misurazione del livello di raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati nei singoli programmi regionali di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

 

L'impronta ecologica è un indicatore, messo a punto a partire dalla fine degli anni '80, mediante il quale misurare l'uso della natura in termini di impatto sulla capacità rigenerativa della biosfera, esprimendo tale impatto ecologico in unità di spazio. Essa rappresenta uno strumento per monitorare l'evoluzione delle politiche dei principi dello sviluppo sostenibile.

 

Lo studio nasce da una iniziativa del Ministero in veste di Autorità Ambientale centrale del Progetto Operativo Ambiente del QCS 2000-2006 che ha istituito una task force allo scopo di incentivare politiche di programmazione, pianificazione e progettazione ''compatibili'' con le risorse naturali e vocazionali del Mezzogiorno e di garantire una crescita economico-sociale nel rispetto dell'ambiente.

 

È stato presentato in Puglia e Basilicata e sarà presto reso disponibile sul sito del Ministero dell'ambiente.

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