Cambiamenti climatici

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Roma, 28 febbraio 2005 (Ultimo aggiornamento: 10/03/2009)

Emission trading, inviata a Bruxelles l'integrazione al "Piano nazionale di assegnazione" dell'Italia

(Marco Tirabassi)

Lo scorso 24 febbraio i Ministeri dell’ambiente e delle attività produttive hanno trasmesso alla Commissione europea l'integrazione al "Piano Nazionale di Assegnazione" precedentemente inviato a Bruxelles il 21 luglio 2004.

Si tratta di un documento molto importante nel complesso percorso applicativo della direttiva emission trading (2003/87/Ce), in quanto individua i 1210 impianti italiani ai quali saranno assegnate le quote di emissione per il primo periodo di applicazione nonché l'ammontare di dette quote, suddivise per gli anni 2005, 2006 e 2007.

 

Il totale delle quote assegnate per il triennio 2005-2007 ammonta a 766,41 milioni di tonnellate di CO2 e comprende una riserva di 64 milioni di tonnellate destinata agli impianti che inizieranno la loro attività nel triennio (i cosiddetti "nuovi entranti"). Per i tre anni di riferimento l'entità delle quote, compresa la riserva, è pari a circa 252 MTonn nel 2005, 254 MTonn nel 2006 e 261 MTonn nel 2007.

 

A livello settoriale il "Termoelettrico cogenerativo e non cogenerativo", (esclusi circa 8,7 Mtonn dei gas residui delle acciaierie) assorbe circa il 54% delle quote complessive, seguito a grande distanza — si ricordi in proposito che alcuni settori fortemente emettitori di CO2, quali i trasporti, non rientrano nel campo di applicazione della direttiva emission trading — dal "Cemento" (10,5% circa del totale) e dalla "Raffinazione" (10% circa del totale).

 

Per il settore termoelettrico, che nella versione di Pna del luglio 2004aveva un metodo di assegnazione diverso dagli altri settori ("previsivo per tecnologia" e con aggiustamento a fine anno, contro il metodo "storico" degli altri settori) viene riportata una tabella sulle ore di funzionamento e sui coefficienti di emissione più ricca della precedente (è inclusa la tecnologia "a vapore a cotropressione") e le ore di funzionamento previste sono state leggermente modificate (ad esempio gli impianti a carbone "classici sono previsti a un funzionamento di 7100 ore/anno, contro 7300 del luglio scorso).

 

Il complesso degli impianti assegnatari di quote è suddiviso in "Elenchi settoriali" che sono:

  • "Impianti termoelettrici cogenerativi e non cogenerativi"
  • "Altri impianti di combustione", ulteriormente suddivisi in:
  • "Impianti per la compressione metanodotti"
  • "Teleriscaldamento"
  • "Altro"
  • "Impianti di raffinazione"
  • "Impianti di produzione di acciaio", ulteriormente suddivisi in:
  • "Impianti a ciclo integrale"
  • "Impianti a forno elettrico"
  • "Impianti di sinterizzazione"
  • "Impianti di produzione della calce"
  • "Impianti di produzione del cemento"
  • "Impianti di produzione del vetro"
  • "Impianti di produzione di ceramica"
  • "Impianti di produzione di laterizi"
  • "Impianti per la produzione di pasta per carta/carta e cartoni"

 

Rinviando ai prossimi giorni una più approfondita analisi dell'"Integrazione al Pna", appare utile ricordare che del documento inviato a Bruxelles fa parte anche una "Relazione tecnica esplicativa" in cui viene fatto presente:

 

a) il motivo del mancato recepimento della direttiva al momento attuale (in sintesi: la legge comunitaria 2003 (L. 306/2003) fu approvata dal Parlamento il 31 ottobre 2003, troppo presto per potervi includere la direttiva, pubblicata in Guce il 25 ottobre 2003; la delega al recepimento è ora presente nel Ddl"Comunitaria 2004" che sta incontrando purtroppo notevoli ritardi nell'iter di approvazione parlamentare);

b) il motivo dell'emanazione del decreto legge 273/2004 (trasformato in legge 30 dicembre 2004, n. 316): la necessità di "attivare le procedure necessarie per autorizzare gli impianti ad emettere gas ad effetto serra e acquisire le informazioni necessarie per il rilascio delle quote di emissione", stante il non recepimento della direttiva;

c) gli atti conseguenti al Dl 273/2004: due decreti interministeriali contenenti rispettivamente l'obbligo di richiedere l'autorizzazione ad emettere gas a effetto serra e quello di inviare le informazioni necessarie per procedere all'assegnazione delle quote di emissione di CO2,

d) su un totale di 1281 impianti autorizzati all'emissione di CO2, sono state assegnate quote a 1210 impianti, per i restanti 71 "sono al momento ancora in corso approfonditi controlli di qualità dei dati trasmessi" dai relativi gestori;

e) il trattamento riservato alle attività energetiche collegate con un processo produttivo: se più del 51% dell'energia prodotta dall'impiantro negli ultimi tre anni è stata utilizzate ne processo produttivo, l'attività energetica è dichiarata "asservita" a detto processo, in caso contrario neon è asservita ( in pratica nel primo caso l'attività energetica viene inclusa nel settore produttivo del processo cui è asservita, nel secondo caso fa parte del settore termoelettrico).

 

 

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