Cambiamenti climatici


Quadro generale

Milano, dicembre 2016

 

I principali responsabili del cambiamento climatico sono, a detta degli esperti, i gas serra di natura antropica e in particolare l'anidride carbonica (Co2), il metano (Ch4), il protossido di azoto (N2O), gli idrofluorocarburi (HFC), i perfluorocarburi (PFC) e l'esafluoruro di zolfo (SF6).

 

Il protocollo di Kyoto, siglato nel 1997 nell'ambito della Convenzione delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici del 1992 (cd. "convenzione Unfccc") e di cui rappresenta in pratica il braccio operativo, prevede che gli Stati industrializzati firmatari si impegnino a ridurre le proprie emissioni di tali gas serra, secondo determinate tempistiche e modalità, e con riferimento ai valori del 1990.

 

Il protocollo di Kyoto è entrato in vigore solo nel febbraio 2005, allorché è stato sottoscritto da un numero sufficiente di Stati aderenti alla Convenzione, ed è operativo dal 2008.

Un passo in avanti in materia di riduzione delle emissioni è stato l'accordo di Parigi (COP 21) cui hanno aderito quasi 200 Paesi e che spinge verso azioni - rimesse peraltro alla buona volontà degli Stati - dirette a ridurre le emissioni contenendo l'innalzamento della temperatura del pianeta a fine secolo sotto i 2 °C con l'obiettivo ambizioso di contenerli 1,5 °C rispetto ai livelli pre industriali.
L'accordo che partirà dal 2020, necessiterà della firma di ratifica o approvazione di almeno 55 Stati per avere una efficacia vincolante.

 

L’Italia ha ratificato, con legge 204/2016, l’Accordo di Cop 21. Mentre l’Unione europea ha ratificato il medesimo Accordo attraverso la decisione 2016/1841/Ue.
Il 4 novembre 2016 è entrato in vigore l’Accordo di Parigi, essendo stato raggiunta la quota di 55 Parti ratificanti, che rappresentino almeno il 55% delle emissioni globali di gas serra.
La Conferenza Onu sul clima di Marrakech Cop 22 (novembre 2016) si è chiusa con l’impegno a definire entro dicembre 2018 il regolamento per l’attuazione dell’Accordo di Parigi.

 

Attualmente, le emissioni antropiche (cioè derivanti dall'uomo) di CO2 provengono, a grandi linee, da 3 grandi categorie di soggetti emettitori: il settore industriale, in relazione al quale l'Ue ha approntato e reso esecutivo (in anticipo sul protocollo di Kyoto) lo strumento dell'Emission trading; il settore dei trasporti; un settore residuale, all'interno del quale rientrano le emissioni provocate dal settore agricolo, dal settore edilizio, eccetera.

 

Il sistema delle quote di emissione in uso nella Comunità europea sin dal 2005 (Emission trading), istituito dalla direttiva 2003/87/Ce, ha l'obiettivo di far ridurre le emissioni di CO2 alle imprese maggiormente responsabili delle stesse (produzione elettrica, di metalli, minerarie, cartarie). La direttiva in questione è stata recepita in Italia attraverso il Dlgs 216/2006, oggi sostituito dal Dlgs 13 marzo 2013, n. 30.

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