Energia


Quadro generale

Milano, maggio 2017

 

L'Unione europea ha impostato una politica energetica che spinge gli Stati membri ad aumentare l'utilizzo delle fonti rinnovabili e ridurre le fonti fossili, per rendere l'Unione meno dipendente dalle fonti di energia tradizionali, quasi totalmente importate da Paesi terzi.

 

Attraverso il pacchetto clima-energia 20-20-20 l'Ue impone agli Stati membri entro il 2020 di ridurre del 20% le emissioni di gas serra, raggiungere il 20% di dipendenza energetica da fonti rinnovabili (per l'Italia sarà il 17%) e incrementare del 20% il risparmio energetico.

La normativa in materia di energia è piuttosto frammentaria e disorganica, in modo particolare per quel che riguarda le fonti rinnovabili.

 

A livello Ue, la Commissione europea il 30 novembre 2016 ha presentato il cosiddetto "pacchetto invernale" di direttive in materia di energia, "Energia pulita per tutti gli europei".

Il corposo gruppo di provvedimenti prevede aggiornamenti per tutta la normativa di settore, dall'efficienza energetica, all'efficienza in edilizia, alle fonti rinnovabili, passando per l'ecodesign dei prodotti che consumano energia, e la riforma del mercato elettrico.

 

Nel frattempo continuano a rimanere fermi i punti cardine della  politica europea sull'energia, la direttiva 2009/28/Ce sulle fonti di energia rinnovabili da un lato e dall'altro le direttive sull'efficienza energetica n. 2012/27/Ue e quella sull'efficienza energetica in edilizia n. 2010/31/Ue.
A queste norme si affianca il "pacchetto" sull'efficienza dei prodotti che consumano energia, che agisce dal un lato sulla progettazione dei prodotti che sia ecocompatibile (direttiva 2009/125/Ce) dall'altro sul "labelling" cioè sulle informazioni sul consumo energetico che devono recare le etichette da mettere sui prodotti (direttiva 2010/30/Ue).

E per finire di notevole importanza ai fini energetici e ambientali riveste la direttiva 2015/1513/Ue sui biocarburanti di nuova generazione che il Governo si appresta a recepire.

 

A livello nazionale le norme sono piuttosto frammentarie. Dalla legge 239/2004 sul riordino del sistema energetico, alla legge 99/2009 sulla sicurezza del settore energetico, al Dlgs 387/2003 (di recepimento della direttiva 2001/77/Ce) e al Dlgs 28/2011 (recepimento direttiva 2009/28/Ce), cui si affiancano il Dlgs 192/2005 e successive modifiche sul rendimento energetico in edilizia, modificato dl Dl 4 giugno 2013, n. 63, convertito in legge 90/2013 con le norme di recepimento della direttiva 2010/31/Ue.

Infine il Dlgs 4 luglio 2014, n. 104 ha recepito la direttiva sull'efficienza energetica 2012/27/Ue.

 

Sul fronte incentivi alle rinnovabili, chiusi quelli per il fotovoltaico e terminati il 31 dicembre 2016 quelli per le altre fonti (solo i piccoli impianti ad accesso diretto godono degli incentivi fino al 31 dicembre 2017 o prima se gli stanziamenti finiscono) si attendono novità per la regolazione dei meccanismi incentivanti per il periodo 2017-2020 in linea con le indicazioni dell'Unione europea sui finanziamenti all'energia.

Sono invece in arrivo tramite decreti ministeriali sia la riforma del meccanismo dei titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) sia i nuovi incentivi per il biometano.

L'informazione normativa di Reteambiente sull'energia si completa con tutte le norme regionali, quotidianamente aggiornate, pubblicate su Nextville.it il sito di Edizioni Ambiente dedicato alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica.

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