Energia


Quadro generale

Milano, settembre 2019

 

L'Unione europea ha impostato una politica energetica che spinge gli Stati membri ad aumentare l'utilizzo delle fonti rinnovabili e ridurre le fonti fossili, per rendere l'Unione meno dipendente dalle fonti di energia tradizionali, quasi totalmente importate da Paesi terzi.

 

Attraverso il pacchetto clima-energia 20-20-20 l'Ue impone agli Stati membri entro il 2020 di ridurre del 20% le emissioni di gas serra, raggiungere il 20% di dipendenza energetica da fonti rinnovabili (per l'Italia sarà il 17%) e incrementare del 20% il risparmio energetico.

La normativa in materia di energia è piuttosto frammentaria e disorganica, in modo particolare per quel che riguarda le fonti rinnovabili.

 

A livello Ue, la Commissione europea il 30 novembre 2016 ha presentato il cosiddetto "pacchetto invernale" di direttive in materia di energia, "Energia pulita per tutti gli europei".

Il corposo gruppo di 8 provvedimenti è stato approvato da Parlamento Ue e Consiglio: la direttiva 5 giugno 2019, n. 2019/944/Ue e il regolamento 5 giugno 2019, n. 2019/943/Ue sono relativi al mercato interno dell'elettricità, mentre i regolamenti 2019/941/Ue e 2019/942/Ue sono relativi rispettivamente alla prevenzione dei rischi da blackout e alla cooperazione tra i regolatori nazionali dell'energia.

Completano il "Pacchetto energia pulita" la direttiva sulle energie rinnovabili (2018/2001/Ue) che sostituisce la storica direttiva del 2009, la direttiva sull'efficienza energetica (2018/2002/Ue) che modifica quella del 2012, il regolamento sulla governance dell'energia 2018/1999/Ue e la direttiva sull'efficienza energetica in edilizia 2018/844/Ue che rimpiazza la direttiva del 2010.


A queste norme si affianca il "pacchetto" sull'efficienza dei prodotti che consumano energia, che agisce dal un lato sulla progettazione dei prodotti che sia ecocompatibile (direttiva 2009/125/Ce) dall'altro sul "labelling" cioè sulle informazioni sul consumo energetico che devono recare le etichette da mettere sui prodotti (ora normate dal regolamento 2017/1369/Ue che ha sostituito la direttiva 2010/30/Ue).

E per finire di notevole importanza ai fini energetici e ambientali riveste la direttiva 2015/1513/Ue sui biocarburanti di nuova generazione.

 

A livello nazionale si segnala l'approvazione dello schema di Piano nazionale energia e clima (inviato alla Commissione Ue l'8 gennaio 2019) che detta l'agenda nazionale per raggiungere gi obiettivi Ue in materia di energia e lotta alla CO2. Il Piano nazionale, che il 3 settembre 2009 la Commissione Ue ha reso all'Italia con una serie di raccomandazioni, dovrà essere approvato in via definitiva il 31 dicembre 2019.

 

Il quadro normativo energetico risulta frammentato tra diverse norme. Dalla legge 239/2004 sul riordino del sistema energetico, alla legge 99/2009 sulla sicurezza del settore energetico, al Dlgs 387/2003 (di recepimento della direttiva 2001/77/Ce) e al Dlgs 28/2011 (recepimento direttiva 2009/28/Ce), cui si affiancano il Dlgs 192/2005 e successive modifiche sul rendimento energetico in edilizia, modificato dl Dl 4 giugno 2013, n. 63, convertito in legge 90/2013 con le norme di recepimento della direttiva 2010/31/Ue.

Infine il Dlgs 4 luglio 2014, n. 104 ha recepito la direttiva sull'efficienza energetica 2012/27/Ue.

 

L'informazione normativa di Reteambiente sull'energia si completa con tutte le norme regionali, quotidianamente aggiornate, pubblicate su Nextville.it il sito di Edizioni Ambiente dedicato alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica.

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