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1 marzo 2007

Città intasate dal traffico

(Worldwatch Institute )

Per risolvere il grave problema della congestione del traffico nelle città intasate dalle auto, spesso le amministrazioni comunali ricorrono alle superstrade: velocizzare lo scorrimento del traffico farà risparmiare tempo (almeno per un po’) e si ritiene che riduca il consumo di carburante e le emissioni grazie alla riduzione del numero di fermate e partenze, che sprecano combustibile. I pianificatori del traffico si avvalgono di analisi costi/benefici basate su tali presupposti per giustificare gli ingenti investimenti di capitale in superstrade. Ma i dati non avvallano tali tesi.

C’è un legame tra intensità del traffico e consumo più elevato di combustibile nelle città?

No, le città maggiormente congestionate sono quelle con consumi di carburante inferiori, mentre le città con minor traffico sono quelle che consumano più combustibile. Per quanto i veicoli privati nelle città meno trafficate circolino più efficientemente, vengono usati più spesso e per coprire distanze maggiori; allo stesso tempo, in queste città l’uso dei mezzi di trasporto più efficienti dal punto di vista dei consumi non è così diffuso.

All’aumentare della capacità stradale, corrisponde anche un aumento dell’uso delle auto, per riempire lo spazio venutosi a creare. Da uno studio delle città statunitensi negli ultimi 30 anni, il Texas Transportation Institute ha rilevato che non c’è differenza nei livelli di traffico tra le città che hanno investito ingenti somme in strade e quelle che non l’hanno fatto. Perciò è possibile che una politica di costruzione di strade concepita per ridurre il traffico possa invece sortire l’effetto contrario e intensificarlo. [...]

Limitare l’uso di auto per ridurre l’intensità del traffico stradale è una soluzione più sostenibile rispetto alla costruzione di superstrade, come è stato fatto nella Greater London (la regione di Londra). Il sindaco Ken Livingstone ha realizzato quello che molti credevano impossibile: ha introdotto una tassa sul traffico che è stata accolta favorevolmente dal pubblico. Da molti anni, gli economisti dei trasporti raccomandano l’applicazione di una tassa sull’uso delle auto per ridurre il traffico e per attutire i costi esterni degli autoveicoli come l’inquinamento e gli incidenti. Benché Singapore e Oslo avessero già adottato tali sistemi, Londra è stata la metropoli più grande a introdurli.

Sono stati posizionati attorno al centro di Londra dei sensori che permettono il pagamento automatico del pedaggio e multano coloro i quali non hanno pagato attraversando la zona del centro città, il denaro ricavato viene reinvestito per migliorare i trasporti pubblici. Ciò ha portato a una riduzione del traffico del 15% e a un netto miglioramento del servizio di autobus, con una maggiore puntualità e disponibilità di mezzi. Chi ha continuato a usare l’auto ha tratto vantaggi dai 60.000 veicoli in meno che ogni giorno transitano nel centro di Londra; il 50-60% di coloro i quali hanno abbandonato l’auto è passato ai trasporti pubblici. Anche Stoccolma si sta preparando a introdurre una tassa sul traffico stradale dopo un periodo di prova di 6 mesi in cui si è registrata una riduzione del 25% nelle ore di punta del mattino e del 40% in quelle della sera. Circa il 50% dei pendolari sono passati ai trasporti pubblici, il cui uso è aumentato del 4,5%.

Altre città afflitte dal problema del traffico hanno deciso di non costruire superstrade e sono poi diventate leader mondiali nei trasporti “verdi”. Copenaghen, Zurigo, Portland in Oregon, Vancouver e Toronto in Canada all’inizio, quando proposero la costruzione di superstrade, incontrarono tutte grandi ostilità; le amministrazioni locali decisero di offrire opzioni più ecologiche: linee ferroviarie leggere, piste ciclabili, riduzione del rumore del traffico e “villaggi urbani”. In queste città, c’erano gruppi di cittadini che hanno sostenuto una visione di città meno orientata all’auto e un processo politico più partecipato.

Tratto da
Il nostro futuro urbanizzato
di Worldwatch Institute
Edizioni Ambiente
,
2007