12 ottobre 2007

Il legno nell'edilizia

 

Architettura

Metà della popolazione mondiale, oltre 3 miliardi di esseri umani, vivono oggi in aree urbane. Entro dieci anni questa sarà la condizione dell’80% dei cittadini del pianeta. Dal laboratorio di scarpe in Corea al centro di ricerca della Microsoft, dall’agriturismo in Toscana all’Hilton di New York, l’architettura permea necessariamente e trasversalmente ogni attività umana. Costruire è l’attività umana a più alto impatto ambientale.

Smaterializzazione

Ci sono settori produttivi, come l’informatica, che vanno naturalmente verso una graduale e sensibile smaterializzazione, verso una consistente riduzione dei pesi energetici. L’industria automobilistica si pone in maniera evidente il problema del riciclaggio e della riduzione dei consumi e delle emissioni. Lo stesso si può dire del settore degli elettrodomestici e di parecchi altri ambiti produttivi in cui l’industria opera da anni con forti investimenti per la riduzione del peso ambientale dei processi.

 

Arretratezza

L’industria edilizia invece segue altre strade. L’architettura contemporanea oggi consuma molta più energia che in passato e, per assurdo, è tecnologicamente molto più arretrata dell’architettura della tradizione. La storia ci ha lasciato un’architettura in cui le regole della modularità, della standardizzazione, della decostruibilità, della riciclabilità, della bassa energia contenuta e consumata erano organiche e assolutamente naturali al progetto. L’architettura di oggi è priva di attenzione a ogni possibilità di recupero e riuso di materiali e risorse, consuma sempre più energia e sempre più ne consumerà visto il diffondersi degli impianti di climatizzazione estiva. L’architettura contemporanea non sa essere oggettiva, non è capace di rispondere alle contraddizioni del momento storico che viviamo, non sa essere attuale. L’architettura contemporanea è vecchia e obsoleta ma acciaio, vetro, alluminio e qualche pannello fotovoltaico le permettono di apparire innovativa. Chi oggi governa il territorio in Italia, chi progetta e realizza edifici, salvo rare eccezioni, si comporta sul tema dell’energia come se per comunicare con il mondo si continuassero a usare le carrozze a cavalli o i piccioni viaggiatori invece che la posta elettronica.

 

Progetto

Quello che molti si ostinano a non capire, consapevolmente o inconsapevolmente, è che quando in architettura ci si pone il problema del risparmio molta energia è già stata consumata. Si affronta il risparmio energetico a valle di tante scelte già fatte. Un pannello fotovoltaico si mette su un tetto quando l’edificio è già stato pensato e costruito. È invece nel pensiero del progetto che si attiva il consumo. Si consuma molto quando si decide la forma, l’orientamento, il rapporto con gli elementi del clima, la distribuzione interna di un fabbricato. Si consuma molto quando si scelgono gli impianti che permetteranno al fabbricato di funzionare. Si consuma moltissimo quando si scelgono i materiali con cui il fabbricato verrà realizzato, isolato, impermeabilizzato.

 

Legno

Il legno è in assoluto il miglior materiale da costruzione oggi disponibile ed è soprattutto il miglior materiale per l’architettura sostenibile. Non esiste altro materiale con le qualità biologiche ed ecologiche del legno. Quale altro materiale ha le caratteristiche fisico-tecniche (permeabilità, assorbenza, temperatura superficiale) del legno? Quale altro materiale ha il peso energetico, la biodegradabilità, la riciclabilità, ma soprattutto la rinnovabilità, del legno? L’architettura deve allearsi con le attività forestali e l’agricoltura. Il legno è il materiale più innovativo per l’architettura contemporanea.

 

Giancarlo Allen

Responsabile nazionale ANAB

Tratto da
La storia, le tecniche, gli esempi
di Dominique Gauzin-Müller
Edizioni Ambiente
,
2007