CO2 e architettura: i dati della Francia
Parole chiave:
Ambiente costruito |
Bioarchitettura |
Efficienza energetica |
CO2 / Anidride Carbonica
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La concretizzazione degli impegni presi a Kyoto ha una grande influenza sulla gestione del territorio, l’urbanistica e l’architettura. È in effetti nel settore delle costruzioni e dei lavori pubblici che occorre fare lo sforzo più importante sul piano dei risparmi di energia e di materie prime, della riduzione dei gas serra e della diminuzione del volume dei rifiuti.
Emissioni di CO2 e gas serra in Francia: percentuali secondo i settori di attività
settore di attività | emissioni di CO2 | emissioni di gas serra |
industria | 26% | 27,4% |
trasporti | 22% | 37,7% |
agricoltura | 18% |
|
costruzioni | 17,5% | 26,5% |
Quasi due milioni di imprese europee gestiscono, con i loro 11 milioni di collaboratori, l’habitat di 380 milioni di europei. La realizzazione e l’utilizzo degli edifici ha un impatto importante sull’ambiente; essi consumano circa il 50% delle risorse naturali, il 40% dell’energia e il 16% dell’acqua. La costruzione e demolizione degli edifici producono una quantità di rifiuti maggiore di quelli domestici. In Francia, dove si dispone di elettricità prodotta da energia nucleare, le costruzioni sono responsabili di circa il 17,5% delle emissioni di CO2 e del 26,5% di quelle dei gas serra. In Germania, dove l’elettricità viene prodotta essenzialmente da centrali termiche, studi pubblicati dal Klimaschutzkonzept (Programma di protezione del clima) della città di Friburgo stimano che il settore delle costruzioni sia responsabile di circa il 30% delle emissioni di CO2, ovvero più che i trasporti e l’industria sommati.
La realizzazione di costruzioni nell’ottica dello sviluppo sostenibile è una delle risposte più efficaci per ridurre l’effetto serra e il degrado degli ambienti naturali. Si basa su tre obiettivi complementari e indissolubili:
- equità sociale,
- attenzione ecologica,
- efficacia economica.
Le implicazioni sociali della qualità ambientale non possono lasciare indifferenti gli operatori del settore delle costruzioni: un edificio sostenibile deve quindi essere anche accessibile economicamente al grande pubblico.
Ciò consente alla realizzazione dell’ambiente costruito di assumere una dimensione locale e pone la questione della produttività del settore delle costruzioni. Una realizzazione sostenibile “abbordabile” presuppone la partecipazione degli utenti alla programmazione e alla gestione del proprio habitat e la collaborazione dei professionisti per un’ottimizzazione delle relazioni tra architettura, tecnologia e costi.
Le implicazioni per l’architettura e l’urbanistica
Nel giugno 1996, durante la conferenza “Habitat II” tenutasi a Istanbul, si sono definiti i termini per l’applicazione del concetto di sviluppo sostenibile nel settore delle costruzioni. Parallelamente, la copertura mediatica dei summit internazionali e gli scandali legati alla pericolosità di alcuni materiali da costruzione, come l’amianto, hanno suscitato nell’opinione pubblica un interesse crescente nei confronti della conservazione dell’ambiente naturale e la realizzazione di habitat sani e confortevoli.
Rispondendo a queste sollecitazioni culturali, le filiere professionali e il settore edilizio, nelle diverse nazioni europee, cominciano a prendere in considerazione gli aspetti ecologici. In Francia, gli “atti d’impegno” e le “dichiarazioni di intenti” si moltiplicano nel settore immobiliare e tra le organizzazioni professionali. E chi, per scelta etica o strategia, ha anticipato questa tendenza crescente del mercato si trova oggi in netto vantaggio.
In molti paesi europei le misure a favore della qualità ambientale sono già istituzionalizzate con norme, regolamenti e facilitazioni finanziarie. La Scandinavia, la Germania e la Francia, con la RT 2000, si sono dotate di normative sul riscaldamento il cui obiettivo è una sensibile riduzione dell’effetto serra grazie a cospicui risparmi di energia.
Standard di prestazioni ancora più elevate, come il marchio tedesco “Passiv Haus” o quello svizzero “Minergie” hanno un successo crescente presso i professionisti.
