Adempimenti Acque

Introduzione

(di Francesco Petrucci)

 

Segnalazione ultime novità

 

— Il quadro normativo di riferimento è in costante mutamento sulla spinta delle continue nuove regole dettate dal Legislatore per affrontare l'emergenza "COVID-19". Per conoscere le transitorie norme  emergenziali di immediato interesse dal punto di vista degli adempimenti ACQUE si consulti l'approfondimento: Emergenza Coronavirus, le disposizioni per ambiente e sicurezza sul lavoro.

 

— nuova conferma della Cassazione che la mancanza di un sistema stabile di collettamento tra il refluo e il corpo recettore non consente di qualificare come "scarico" disciplinato dalle norme sulle acque del Dlgs 152/2006 l'immissione del refluo ma si è in presenza di rifiuto liquido soggetto alla disciplina, anche sanzionatoria della Parte IV del Dlgs 152/2006 (Cassazione, sentenza 29 maggio 2020, n. 16450).

 

— il regolamento 25 maggio 2020, n. 2020/741/Ue ha stabilito i requisiti minimi per l'uso sicuro delle acque di recupero in agricoltura dettando gli adempimenti a carico dei gestori. Le novità si applicheranno dal 26 giugno 2023.

 

— il Dm 14 febbraio 2020 ha rinviato al 30 giugno 2020 l'entrata in vigore delle modifiche al Dlgs 31/2001 (qualità delle acque potabili) introdotte dal Dm 14 novembre 2016 e relative ai valori del parametro Cromo VI (Parametri chimici, allegato I, Parte B del Dlgs 31/2001).

 

— Il possesso dell'autorizzazione agli scarichi non esclude la configurabilità del delitto di inquinamento ambientale, come precisato dalla Cassazione 10 gennaio 2020, n. 560.

— Come ribadito il 2 ottobre 2019 dalla Corte di Cassazione (ordinanza 40236/2029) lo scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione è reato a prescindere dal fatto che al momento dell'ispezione l'impianto non fosse in funzione.

— Il 6 settembre 2019 sono stati diffusi gli indirizzi operativi del Ministero dell'ambiente per l'applicazione della disciplina del provvedimento ambientale unico regionale (Paur). Tra gli atti ricompresi nel Paur rientra anche provvedimento di autorizzazione riguardante la disciplina degli scarichi nel sottosuolo e nelle acque sotterranee.

— Il Dm 15 febbraio 2019 in vigore dal 22 marzo 2019 ha aggiornato i criteri per la determinazione del buono stato ambientale delle acque marine e definito i traguardi.

 

 

Ai fini della tutela delle acque, sia superficiali sia sotterranee, le imprese sono chiamate a sottostare a precisi adempimenti sia quando scaricano acque reflue nei corpi idrici, sia quando prelevano le acque pubbliche per gli usi più diversi.

 

Nella presente Area Acque di Adempimenti ambientali l'impresa è guidata, cliccando sulle apposite voci nel menu di sinistra attraverso gli obblighi in materia, secondo uno schema piramidale che parte da macro aree (come "Scarichi" e "Prelievi") per arrivare a quelle di dettaglio.

 

I testi sono corredati di precisi riferimenti normativi che rimandano attraverso collegamenti ipertestuali ai provvedimenti dell'Osservatorio di normativa ambientale di Reteambiente e ad altri documenti del Network di Edizioni Ambiente.

 

Principi generali in materia

L'acqua – superficiale o sotterranea — è sia un bene biologico da proteggere come habitat per specie vegetali e animali, sia una risorsa da utilizzare per le attività umane.

 

Obiettivi del legislatore europeo (direttiva 2000/60/Ce) e italiano (Dlgs 152/2006, Parte III) sono quelli di prevenire e ridurre l'inquinamento delle acque introducendo rigorosi limiti alle emissioni nei corpi idrici, conseguire il miglioramento dello stato delle acque e fornire protezione a quelle destinate a specifici usi (potabile, balneazione, ad esempio), perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, con priorità per quelle potabili; mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonché la capacità di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate.

 

Il corpo normativo di riferimento è dato dal Dlgs 152/2006 e, per quel che riguarda i prelievi, dal Rd 1775/1933.

 

Per raggiungere tali obiettivi il Legislatore individua obiettivi di qualità ambientale anche in funzione della specifica destinazione dell'acqua, il rispetto dei valori limite agli scarichi fissati dallo Stato, nonché la definizione di valori limite in relazione agli obiettivi di qualità del corpo recettore; l'adeguamento dei sistemi di fognatura, collegamento e depurazione degli scarichi idrici, nell'ambito del servizio idrico integrato.

 

Gli obiettivi di qualità ambientale sono raggiunti e perseguiti attraverso il Piano nazionale di tutela delle acque e i connessi Piani regionali.

 

A livello autorizzatorio la tutela delle acque si attua sia imponendo le autorizzazioni obbligatorie per gli scarichi e il connesso rispetto dei limiti di emissione, sia attraverso le concessioni per tutti i prelievi dell'acqua (a vario titolo richieste). Oltre naturalmente ai divieti assoluti di scarico previsti dalle norme.

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