Adempimenti Aria

Introduzione

(di Francesco Petrucci)

 

Segnalazione ultime novità

 

Il quadro normativo di riferimento è in costante mutamento sulla spinta delle continue nuove regole dettate dal Legislatore per affrontare l'emergenza "COVID-19". Per conoscere le transitorie norme  emergenziali di immediato interesse dal punto di vista degli adempimenti ARIA si consulti l'approfondimento: Emergenza Coronavirus, le disposizioni per ambiente e sicurezza sul lavoro.

 

— Il 13 agosto 2020 è stato pubblicato il Dlgs 102/2020 che ha ulteriormente modificato la Parte V del Dlgs 152/2006 sulle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera correggendo e integrando le precedenti modifiche alla disciplina del Dlgs 152/2006 apportate dal Dlgs 183/2017.

— Il possesso dell'autorizzazione agli scarichi non esclude la configurabilità del delitto di inquinamento ambientale, come precisato dalla Cassazione 20 gennaio 2020, n. 560.

— Il 6 settembre 2019 il Ministero dell'ambiente ha dettato Indirizzi operativi per l'applicazione della disciplina del provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) di cui all'articolo 27-bis del Dlgs 152/2006.

 

 

La normativa a presidio della tutela della qualità dell'aria comporta per le imprese il rispetto di una serie di prescrizioni sia prima di avviare una attività produttiva sia durante il suo esercizio.

 

Nella presente Area Aria di Adempimenti ambientali l'impresa è guidata, cliccando sulle apposite voci nel menu di sinistra attraverso gli obblighi in materia, secondo uno schema piramidale che parte da macro aree (come "Autorizzazioni") per dividersi in sotto aree più di dettaglio.

 

I testi sono corredati di precisi riferimenti normativi che rimandano attraverso collegamenti ipertestuali ai provvedimenti dell'Osservatorio di normativa ambientale di Reteambiente e ad altri documenti del Network di Edizioni Ambiente.

 

Principi generali

Il complesso di norme a tutela della qualità dell'aria agisce su due fronti.

 

Da un lato le norme sono dirette a controllare le emissioni derivanti da attività inquinanti imponendo il rispetto dei limiti di emissione, l'obbligo di richiedere l'autorizzazione alle emissioni e i controlli e le ispezioni sulle attività produttive che producono emissioni nocive.

 

A queste si affianca la disciplina sugli impianti termici civili, con gli obblighi a carico dei titolari di tenere i libretti di impianto, far fare le ispezioni e i controlli periodici da parte di personale specializzato.

 

Dall'altro l'ordinamento individua gli obiettivi di qualità dell'aria, predisponendo il monitoraggio, fissando standard di qualità e metodi omogenei sul territorio nazionale per il rispetto. Questo si traduce, ad esempio, nei monitoraggi fatti dalle Arpa e nei provvedimenti comunali che vietano la circolazione di veicoli in determinati giorni, allo scopo di ridurre certi inquinanti nell'atmosfera del territorio comunale.

 

Il punto di riferimento nel primo caso è il Codice dell'ambiente (Dlgs 152/2006, Parte V) nonché il Dlgs 46/2014 che nel riscrivere la procedura di autorizzazione integrata ambientale ha allargato il "sistema Ippc" a nuove tipologie di impianti, dando disposizioni di controllo maggiormente stringenti e maggiore importanza alle Bat (Best Available Techniques — migliori tecniche disponibili), e ha anche modificato la Parte V, Dlgs 152/2006 sulle emissioni in atmosfera, con particolare riguardo ai grandi impianti di combustione.

Nel secondo caso il riferimento è il Dlgs 155/2010 sulla qualità dell'aria ambiente.

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