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Milano, 12 novembre 2020 - 18:48

La nuova tracciabilità dei rifiuti: voi siete qui

Rifiuti (Commenti e Approfondimenti)

(Stefania Pallotta - Responsabile del Servizio protocolli di legalità e sanzioni - Città metropolitana di Venezia)

 

La struttura del Registro elettronico nazionale (Ren) per la tracciabilità dei rifiuti

 

Con l'entrata in vigore del Dlgs 3 settembre 2020, n. 116 (che ha modificato la Parte Quarta del Dlgs 152/2006), il nuovo sistema pubblico per la tracciabilità dei dati ambientali inerenti ai rifiuti appare finalmente in dirittura d'arrivo.

 

In precedenza, il decreto-legge 135/2018, convertito con modificazioni dalla legge 12/2019, aveva messo fine al disastroso esperimento del Sistri ed annunciato l'introduzione di un nuovo sistema informatico sotto l'egida del Ministero dell'Ambiente. Ora le disposizioni d'urgenza confluiscono nel corpo del Codice ambientale1 allo scopo di garantire una maggiore organicità della disciplina.

Nell'esame delle modifiche normative, il punto di partenza è rappresentato dal novellato articolo 188-bis del Dlgs 152/2006, che era originariamente dedicato al Sistri. Nella nuova formulazione l'articolo 188-bis dispone che gli strumenti e le procedure di tracciabilità dei rifiuti siano integrati in un nuovo sistema informatico, denominato "Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti" ed identificato con l'acronimo Ren o Rentri2 .

 

Il portale è gestito direttamente dal Ministero dell'Ambiente e collocato presso la competente struttura organizzativa, che se ne occuperà con l'ausilio tecnico dell'Albo nazionale dei gestori ambientali, secondo modalità di supporto operativo individuate da apposita regolamentazione ministeriale. Nella nuova architettura l'Albo gestori riveste un ruolo cruciale su temi delicati, poiché è specificamente chiamato a gestire i rapporti con l'utenza e la riscossione dei contributi.

 

Il legislatore prevede che il Registro elettronico sia articolato in due sezioni: una prima sezione definita “Anagrafica”, dedicata ai dati dei soggetti iscritti e alle informazioni relative alle autorizzazioni; un secondo modulo denominato “Tracciabilità”, riservato ai dati ambientali provenienti da registri e formulari e comprensivo delle informazioni relative ai percorsi dei mezzi di trasporto.

Chi si iscrive al Ren, anche volontariamente, effettua digitalmente gli adempimenti relativi a registro cronologico di carico e scarico e formulario; negli altri casi gli obblighi possono essere assolti mediante il formato cartaceo. Ad ogni modo, tutta la modulistica sarà scaricabile direttamente dal Registro elettronico nazionale.

 

I futuri decreti ministeriali attuativi

 

Fin qui le scarne indicazioni della fonte primaria. In base all'articolo 188-bis ogni aspetto della nascita e della vita del Ren è rimesso ad uno o più decreti ministeriali attuativi. Il Dlgs n. 116/2020 si limita a tracciare il perimetro entro cui dovrà muoversi la copiosa decretazione attuativa, cui spetta l'ambizioso compito di forgiare un sistema in grado di colloquiare con l'utenza privata e pubblica, in una logica di semplificazione amministrativa.

 

Il ricorso alla decretazione ministeriale è ampio, come è logico che sia, poiché soltanto la fonte subordinata può disciplinare una ridda di aspetti operativi, funzionali e tecnici, che certo non possono essere risolti con la rigidità della fonte legislativa. Ed è per questa ragione che per l'aggiornamento dei modelli di registro e formulario si contempla anche uno strumento ancora più duttile, quale un decreto ministeriale di natura non regolamentare, da adottare in caso di intervenute novità tecniche od operative.

 

Il legislatore dispone che le norme subordinate attuative vadano in una duplice direzione:

— da una parte, ai decreti sarà affidato l'avvio del sistema, di cui dovranno prevedere le regole di funzionamento e di iscrizione. In questa prospettiva i regolamenti ministeriali garantiranno la condivisione dei dati raccolti anche con una serie di soggetti pubblici: Ispra, Albo gestori ed organi di controllo. Rappresenta una buona notizia la previsione, come richiesto dalla legge delega, di un accesso in tempo reale al Ren per le autorità preposte ai controlli. In tal modo si sana un silente vulnus del Sistri, che — al di là delle petizioni di principio — non aveva mai realmente affrontato il tema del dialogo del sistema informatico con gli organi deputati alla vigilanza e con le amministrazioni competenti ad applicare le sanzioni in materia di rifiuti;

— d'altra parte, i decreti ministeriali dovranno occuparsi di costruire gli strumenti operativi, attraverso l'adozione di modelli e la previsione di regole relative a compilazione, vidimazione e tenuta in formato digitale di registro e formulario. In modo speculare, anche i nuovi articoli 190 e 193 del Dlgs 152/2006 riferiti a registro cronologico e formulario di trasporto rinforzano queste previsioni, annunciando la successiva introduzione di appositi modelli in formato digitale, anche differenziati per tipologie di rifiuti e forme di raccolta.

 

Voi siete qui: un nuovo regime transitorio

 

Come abbiamo visto, il varo del nuovo sistema informatico richiede l'adozione di uno o, verosimilmente, più decreti ministeriali attuativi del nuovo sistema. In attesa dei nuovi decreti ministeriali si applicano quelli precedenti. Infatti, memore del vuoto normativo creato dalle imprudenti abrogazioni correlate al Sistri, il legislatore ribadisce che continuano ad applicarsi i decreti ministeriali del 1° aprile 1998, n. 145 e n. 148 in materia di formulario e registro, fino alla data dell'emanazione dei nuovi regolamenti ministeriali.

Non deve, però, sfuggirci un punto fondamentale: il mondo della tracciabilità dei rifiuti è già irreversibilmente mutato in conseguenza dell'entrata in vigore del Dlgs 116/2020, poiché molte norme del nuovo decreto legislativo sono immediatamente applicabili, senza la mediazione dei decreti ministeriali attuativi.

 

Dunque, voi siete qui: dopo il 26 settembre 2020, cioè la data di entrata in vigore del Dlgs 116/2020, ma prima dell'emanazione dei decreti ministeriali previsti dall'articolo 188-bis. Ci troviamo in un'ennesima fase di transizione, in cui il Dlgs 116/2020 è già vigente, ma non sono ancora stati emanati i decreti attuativi che genereranno la tracciabilità informatica dei rifiuti.

In questa fase di passaggio i tradizionali strumenti cartacei di tracciabilità restano in uso, ma appaiono come delle creature mutanti, poiché il loro Dna risulta cambiato per effetto del nuovo complesso di regole e responsabilità in cui sono collocati.

 

Conclusioni

 

Non resta che sperare che la transizione sia breve e che l'operazione di informatizzazione sia presto conclusa. Dal Dlgs 116/2020 emerge un sistema sanzionatorio più fragile3 . A queste condizioni non può essere ulteriormente rimandato il vero vantaggio della digitalizzazione, che consiste proprio nella possibilità di incrociare i dati e ricomporli in un'immagine unitaria, altrimenti non visibile a causa della frammentazione degli strumenti cartacei.

 

I tempi sono ormai mutati e maturi per la tracciabilità informatica dei rifiuti ed è questa la vera sfida che attende il Registro elettronico: non decadere nell'inutile remake di un film venuto male, ma trasformarsi nel risultato a lungo atteso dopo i vani tentativi scartati.

Note redazionali

1.

Si segnala che l’articolo 6 del decreto-legge n. 135/2018 non è stato integralmente abrogato.

2.

L’acronimo Rentri compare nel dossier n. 249 del Servizio studi del Senato e della Camera del 4 maggio 2020; invece, la sigla Ren è riportata nell’articolo 193, come modificato dal Dlgs 116/2020.

3.

Per una lettura ragionata del nuovo sistema amministrativo sanzionatorio sia consentito rinviare al nostro "Le nuove sanzioni amministrative introdotte dalla revisione dell’articlo 258, Dlgs 152/2006", nell'ambito del Mini Master "Rifiuti, tra nuovo Codice ambientale e discariche: i nuovi decreti nella logica dell’economia circolare" - IV Edizione - 26 gennaio 2021 e 2 febbraio 2021 in www.edapro.it - Formazione on line sui Rifiuti.

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