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Decreto dirigenziale MinTrasporti 27 maggio 2019

Riciclaggio delle navi - Istruzioni operative per la vigilanza, le visite ed il rilascio dei certificati alla nave e per le autorizzazioni all'Organismo riconosciuto di cui all'articolo 3 del Dm 12 ottobre 2017

Ultima versione disponibile al 18/01/2021

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

Decreto dirigenziale 27 maggio 2019

(Gu 8 giugno 2019 n. 133)

Riciclaggio delle navi - Istruzioni operative per la vigilanza, le visite ed il rilascio dei certificati alla nave nonché per le autorizzazioni all'Organismo riconosciuto di cui all'articolo 3 del decreto interministeriale 12 ottobre 2017

Il Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto

Visto il regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, e successive modificazioni, recante codice della navigazione e relativo regolamento di esecuzione;

Vista la legge 5 giugno 1962, n. 616 "Sicurezza della navigazione e della vita umana in mare";

Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre 1991, n. 435 "Approvazione del regolamento per la sicurezza della navigazione e della vita umana in mare";

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, recante riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;

Visto il decreto ministeriale 20 agosto 1999, recante ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelle per rendere innocuo l'amianto, previsti dall'articolo 5, comma 1, lettera f), della legge 27 marzo 1992, n. 257, recante norme relative alla cessazione dell'impiego amianto;

Visto il decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182, e successive modificazioni, recante attuazione della direttiva 2000/59/Ce relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico;

Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, recante norme in materia ambientale;

Visto il regolamento (Ce) n. 336/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 febbraio 2006, sull'attuazione nella Comunità del codice internazionale di gestione della sicurezza e che abroga il regolamento (Ce) n. 3051/95 del Consiglio;

Visto il regolamento (Ce) n. 391/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009, relativo alle disposizioni e alle norme comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi;

Visto il decreto legislativo 14 giugno 2011, n. 104, e successive modificazioni, recante attuazione della direttiva 2009/15/Ce relativa alle disposizioni e alle norme comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime;

Visto il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 164, recante attuazione della direttiva 2009/21/Ce relativa al rispetto degli obblighi dello Stato di bandiera";

Visto il regolamento (Ue) n. 1257/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 novembre 2013, relativo al riciclaggio delle navi e che modifica il regolamento (Ce) n. 1013/2006 e la direttiva 2009/16/Ce;

Visto il decreto interministeriale 12 ottobre 2017 recante disciplina delle procedure autorizzative per il riciclaggio delle navi;

Considerati la necessità di prevenire, ridurre o eliminare gli effetti negativi per la salute umana e per l'ambiente causati dal riciclaggio, dal funzionamento e dalla manutenzione delle navi battenti bandiera italiana, nonchè, ai sensi dell'articolo 2, comma 2 del citato decreto interministeriale 12 ottobre 2017, il compito dell'amministrazione di vigilare sulla corretta applicazione del regolamento e svolgere, anche avvalendosi di un organismo riconosciuto, le attribuzioni e i compiti attinenti alle navi battenti la bandiera italiana;

Ritenuto necessario, al fine di consentire la corretta applicazione delle norme sopra richiamate:

esplicitare le attività che devono essere poste in essere durante l'intero ciclo di vita della nave, fino all'avvio della stessa al riciclaggio;

determinare le modalità di controllo, di visita e di rilascio dei pertinenti certificati;

determinare le attribuzioni di competenza degli organismi all'uopo autorizzati all'effettuazione delle visite, ispezioni e rilascio dei certificati di cui sopra;

Decreta:

Capo I

Ambito di applicazione e definizioni

Articolo 1

Oggetto e scopo

1. Il presente decreto detta disposizioni amministrative ed operative da applicare alla nave ed all'organismo riconosciuto, al fine di adempiere alle disposizioni contenute nel regolamento n. 1257/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013 e nel decreto interministeriale 12 ottobre 2017.

Articolo 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto e di applicazione del regolamento si intende per:

a) audit all'organismo riconosciuto: processo sistematico, indipendente e documentato per ottenere le evidenze dell'audit e valutarle con obiettività al fine di stabilire in quale misura i criteri dell'audit sono stati soddisfatti ai fini del presente decreto (Iso 19011:2018 e successive revisioni);

b) certificato di idoneità al riciclaggio: "Certificato di idoneità al riciclaggio", di cui all'articolo 3, comma 1 punto 22 del regolamento;

c) certificato di inventario: "Certificato relativo all'inventario dei materiali pericolosi", di cui all'articolo 3, comma 1, punto 21 del regolamento;

d) Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto: ai fini dell'articolo 2, comma 1, lettera c) del decreto interministeriale 12 ottobre 2017, è da intendersi il reparto 6° "Sicurezza della navigazione";

e) Imo: Organizzazione marittima internazionale;

f) nave nuova: è una nave:

I. il cui contratto di costruzione è stipulato alla data o successivamente al 31 dicembre 2018;

II. in assenza di un contratto di costruzione, la cui chiglia è stata impostata, o che si trova in un equivalente stadio di costruzione, sei mesi dopo al 31 dicembre 2018 o successivamente a tale data; o

III. la cui consegna ha luogo trenta mesi dopo il 31 dicembre 2018 o successivamente a tale data;

g) organismo riconosciuto-autorizzato: qualsiasi organismo riconosciuto di cui al decreto legislativo 14 giugno 2011, n. 104, autorizzato dall'amministrazione e che abbia rilasciato il certificato di classe alla nave. Nel caso di unità con classe multipla, l'organismo riconosciuto-autorizzato che ha effettuato le visite ai fini del rilascio/rinnovo dei certificati statutari;

h) regolamento: il regolamento Ue n. 1257/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 novembre 2013 relativo al riciclaggio delle navi;

i) società: così come definita all'articolo 2.3 del regolamento (Ue) 336/2006 del 15 febbraio 2006.

2. Per quanto non espressamente disciplinato si faccia riferimento al regolamento ed al decreto interministeriale del 12 ottobre 2017.

Articolo 3

Campo di applicazione

1. Il presente decreto si applica alle navi nuove ed esistenti autorizzate a battere la bandiera italiana.

2. L'armatore, qualora ritenga sussistano le condizioni di cui all'articolo 2, comma 2, lettera c) del regolamento, invia all'ufficio di iscrizione della nave una "dichiarazione di esclusione dall'applicazione del regolamento" (allegato 1), in cui dichiara, con le forme di cui all'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000, che la nave ha operato unicamente in acque soggette alla sovranità ed alla giurisdizione dello Stato italiano.

Capo II

Certificati e visite

Articolo 4

Visite

1. L'insieme dei controlli, degli esami e degli accertamenti tecnici e documentali, concernenti la verifica della conformità della nave alle disposizioni del regolamento, costituisce una visita.

2. Le visite di cui all'articolo 8 del regolamento sono effettuate in accordo alle pertinenti linee guida dell'Imo, attualmente contenute nella risoluzione MEPC.222(64) adottata il 5 ottobre 2012, recante "2012 Guidelines for the survey and certification of ships under Hong Kong Convention" (allegato 2).

Articolo 5

Esecuzione delle visite

1. Le visite sono effettuate da funzionari di un organismo riconosciuto-autorizzato dall'amministrazione ai sensi dell'articolo 13 del presente decreto.

2. La società, o, in assenza, l'armatore o un suo rappresentante, allo scopo di sottoporre a visita una nave per le finalità di cui al regolamento e al presente decreto, inoltra apposita richiesta all'organismo riconosciuto-autorizzato trasmettendone copia all'autorità marittima sede di iscrizione della nave.

Articolo 6

Rilascio e vidimazioni dei certificati

1. A seguito di una visita iniziale o di rinnovo dalla quale risulti la rispondenza della nave alle prescrizioni del regolamento, l'organismo riconosciuto-autorizzato rilascia il certificato di inventario.

2. A seguito di una visita addizionale ad una nave, effettuata conformemente all'articolo 8, paragrafo 6 del regolamento, dalla quale risulti la rispondenza della stessa alle prescrizioni ivi contenute e del presente decreto, l'organismo riconosciuto-autorizzato convalida il certificato di inventario.

3. A seguito di una visita finale ad una nave dalla quale risulti la rispondenza della stessa alle prescrizioni del regolamento e che è idonea ad essere avviata al riciclaggio, l'organismo riconosciuto-autorizzato rilascia il certificato di idoneità al riciclaggio.

4. I certificati di cui al presente articolo sono rilasciati, in italiano e in inglese, nella forma stabilita negli allegati 3 e 4 del presente decreto redatti sulla base della "Decisione di esecuzione (Ue) 2016/2325 del 19 dicembre 2016" e della "Decisione di esecuzione (Ue) 2016/2321 del 19 dicembre 2016" dagli organismi riconosciuti-autorizzati.

Articolo 7

Durata, validità e proroga dei certificati

1. Il certificato di inventario rilasciato alla nave a seguito di visita iniziale ha una validità massima di cinque anni dalla data di completamento della visita.

2. Il certificato di inventario rilasciato alla nave a seguito di visita di rinnovo ha una validità massima di cinque anni dalla data di espletamento della visita secondo le modalità stabilite dall'articolo 9, commi 3 e 4 del regolamento.

3. Il certificato di inventario può essere prorogato dall'organismo riconosciuto-autorizzato nei casi previsti dall'articolo 9, commi 7 e 8 del regolamento, su autorizzazione dell'amministrazione, a seguito di richiesta della società, o in assenza dell'armatore, corredata da parere dell'organismo stesso.

4. Il certificato di idoneità al riciclaggio rilasciato alla nave a seguito di visita finale ha una validità non superiore a tre mesi.

5. Il certificato di idoneità al riciclaggio può essere prorogato per un singolo viaggio dall'organismo riconosciuto-autorizzato, se ricorrono le condizioni di cui all'articolo 10, comma 5 del regolamento, su autorizzazione dell'amministrazione, a seguito di richiesta della società, o in assenza dell'armatore, corredata da parere dell'organismo stesso. L'organismo riconosciuto-autorizzato che procede alla proroga del certificato di idoneità al riciclaggio ne deve dare informazione all'ufficio di iscrizione della nave.

Articolo 8

Mantenimento delle condizioni dopo le visite

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 8, comma 6 del regolamento, il comandante della nave, con il supporto del direttore di macchina per la parte di propria competenza, ha l'obbligo di comunicare alla persona competente designata, qualsiasi cambiamento o modifica indicate nella sezione 3.3 della risoluzione MEPC. 222(64) per le iniziative di cui all'articolo 8 del regolamento.

Articolo 9

Dichiarazione di completamento

1. L'organismo riconosciuto-autorizzato che ha rilasciato il certificato di idoneità al riciclaggio e che riceve la/e dichiarazione/i di completamento del riciclaggio, secondo le disposizioni di cui all'articolo 13, comma 2, lettera c) del regolamento, ne invia copia all'ufficio marittimo di iscrizione della nave ed, ai fini dell'articolo 21, comma 1, lettera b) del regolamento, all'autorità competente di cui all'articolo 2 del decreto interministeriale 12 ottobre 2017.

2. Nel caso in cui la demolizione di una singola nave avvenga in più impianti, ciascun impianto coinvolto nel processo rilascia una propria dichiarazione di completamento.

3. La dichiarazione di completamento del riciclaggio della nave è elaborata nella forma stabilita nell'allegato 5 del presente decreto, conforme alla pertinente "Decisione di esecuzione (Ue) della Commissione", attualmente la n. 2016/2322 del 19 dicembre 2016".

Capo III

Documenti da mantenere a bordo su nave nuova ed esistente

Articolo 10

Contenuti, formato ed aggiornamento dell'inventario dei materiali pericolosi

1. L'inventario dei materiali pericolosi:

a) è compilato tenendo conto delle pertinenti linee guida attualmente contenute nella risoluzione MEPC. 269(68) adottata il 15 maggio 2015 "2015 Guidelines for the development of the Inventory of Hazardous Materials" (allegato 6), ed utilizzando il format in esse contenuto all'appendice 2;

b) è redatto almeno in lingua inglese;

c) può essere elaborato in formato cartaceo o elettronico a scelta dell'armatore o della società secondo le modalità amministrative vigenti;

d) è specifico per ciascuna nave;

e) prova che la nave rispetta i divieti o le restrizioni in materia di installazione ed uso di materiali pericolosi conformemente all'articolo 4 del regolamento.

Capo IV

Disposizioni per armatore e società

Articolo 11

Sistema di gestione della sicurezza

1. La società, o in assenza l'armatore, sviluppa apposite procedure e linee guida al fine di adeguarsi alle disposizioni previste dal presente decreto e dal regolamento stabilendo, altresì, i compiti da assegnare al personale di bordo.

2. Per le navi soggette al codice ISM, le predette linee guida costituiscono parte integrante del Manuale di gestione della sicurezza della nave, redatto ai sensi di quanto previsto dal Codice internazionale di gestione per la sicurezza delle navi (ISM Code) di cui alla convenzione Solas e al regolamento (Ce) n. 336/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Articolo 12

Persona competente designata

1. Per assicurare il corretto espletamento delle attività di cui al paragrafo 5.2 dell'annesso, contenuto attualmente nella risoluzione alla MEPC.269(68) adottata il 15 maggio 2015 recante "2015 Guidelines for the development of the Inventory of Hazardous Materials" (allegato 6), la società, o in assenza l'armatore, designa una persona competente che rappresenti un collegamento tra l'armatore o la società ed il personale di bordo nella gestione dei processi scaturiti dall'applicazione del presente decreto e del regolamento.

2. La persona competente può essere parte dell'organizzazione di bordo qualora sia gestita una sola nave.

3. Al fine di conseguire le attività di cui sopra, la persona competente dovrà possedere i requisiti di qualifica, addestramento ed esperienza di cui all'allegato 7 del presente decreto.

4. La società, o in assenza l'armatore, è tenuto a fornire i mezzi, le risorse e le informazioni necessarie, nonchè ad assicurare le condizioni per lo svolgimento dei compiti della persona competente, definendone l'autorità e la responsabilità.

Capo V

Disposizioni finali

Articolo 13

Accordi di autorizzazione

1. L'amministrazione, prima di autorizzare gli organismi riconosciuti per gli scopi di cui al presente decreto, che ne fanno domanda secondo l'istruttoria indicata nell'allegato 8, stipula un accordo con gli stessi per definire gli specifici compiti e funzioni dell' organismo stesso e che contiene tra l'altro:

a) le disposizioni previste nell'appendice II della risoluzione A.739 (18) dell'Imo, come emendata dalla risoluzione MSC.280 (81) dell'Imo sulle linee guida per il rilascio delle autorizzazioni a favore di organismi che agiscono per conto dell'amministrazione e sulla base dell' allegato, delle appendici e degli altri elementi contenuti nel documento dell'IMO MSC/Circular 710 e MEPC/Circular 307 sul modello di accordo per il rilascio di autorizzazioni a favore di organismi che operano per conto dell'amministrazione;

b) la previsione secondo cui l'amministrazione, qualora condannata da un organo giurisdizionale a risarcire un danno derivante da dolo o colpa imputabile ai servizi dell'organismo, ha diritto ad un indennizzo da parte dell'organismo stesso nella misura pari ai danni ad esso imputabili;

c) le disposizioni per il controllo periodico da parte dell'amministrazione o da un ente imparziale designato da quest'ultima sull'attività che l'organismo riconosciuto ed autorizzato svolge per suo conto, ai sensi dell'articolo 5;

d) le disposizioni relative alla possibilità di ispezioni dettagliate a campione delle navi e per la comunicazione obbligatoria all'autorità competente relativa all'elenco delle navi di bandiera italiana a cui è stato rilasciato un certificato di idoneità al riciclaggio secondo le disposizioni della lettera a), comma 1, articolo 21 del regolamento.

Articolo 14

Audit all'organismo riconosciuto-autorizzato

1. L'organismo riconosciuto-autorizzato è sottoposto, con periodicità massima quinquennale, a specifico audit in relazione all'applicazione del presente decreto, secondo le modalità contenute nella Iso 19011 "Linee guida per gli audit di sistemi di gestione".

2. Gli audit di cui sopra sono eseguiti da un team di auditors designato dall'amministrazione che, al termine dell'attività, rilascia un rapporto in cui sono riportate eventuali osservazioni e/o non-conformità.

Articolo 15

Entrata in vigore

1. Il presente decreto, unitamente ai suoi allegati che ne costituiscono parte integrante, è pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione.

 

Roma, 27 maggio 2019

Allegato 1

 

Allegato 2

Allegato 3

Certificato relativo all'inventario dei materiali pericolosi

Formato: Documento PDF - Dimensioni: 196 KB


 

Allegato 4

Certificato di idoneità al riciclaggio

Formato: Documento PDF - Dimensioni: 206 KB


 

Allegato 5

Dichiarazione di completamento del riciclaggio della nave

Formato: Documento PDF - Dimensioni: 137 KB


 

Allegato 6

 

Allegato 7

 

Allegato 8

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